Scandalo sul Ris di Parma: distruzione di reperti e nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi

06.10.2026 02:25
Scandalo sul Ris di Parma: distruzione di reperti e nuove indagini sull'omicidio di Chiara Poggi

Il comandante generale dei carabinieri, generale Salvatore Luongo, ha rassicurato i cittadini sulla reputazione del Ris, definita un’eccellenza scientifica a livello internazionale. Tuttavia, ha anche affermato che qualora la magistratura accerti irregolarità o responsabilità individuali legate all’operato del corpo, l’Arma risponderà con totale collaborazione e massima trasparenza, sottolineando che la tutela della legalità è prioritaria. “Eventuali errori o condotte illecite non devono intaccare l’onorabilità di migliaia di carabinieri né del valore del Ris”, ha dichiarato Luongo, che ha concluso la sua intervista al Tg1 con un invito alla fermezza. Queste parole giungono alla luce di recenti sviluppi nel caso di Chiara Poggi a Garlasco, riporta Attuale.

Le tracce distrutte prima dell’autorizzazione

Il Tg1 ha riportato l’emergere di documenti esclusivi, dai quali risulta che nel maggio 2016 il Ris di Parma avrebbe distrutto alcune tracce, in particolare i reperti liquidi, tra cui potrebbe esserci anche l’impronta palmare 33. Questo smaltimento sembra essere avvenuto ben prima dell’autorizzazione del Tribunale, inizialmente disposta nel settembre 2021. Dopo un’opposizione parzialmente accolta della difesa di Alberto Stasi, l’autorizzazione è diventata definitiva nel gennaio 2022, escluso per alcuni oggetti, come le biciclette, che sono stati restituiti.

Il documento misterioso sulla “valutazione psicologica”

Nel corso delle indagini relative al nuovo procedimento contro Andrea Sempio, la Procura di Pavia ha acquisito, tramite un’ordinanza di esibizione, una “valutazione psicologica” di Alberto Stasi, mai formalmente presentata nel lungo processo che ha culminato nella sua condanna a 16 anni, dopo due assoluzioni.

Il ruolo delle analisi sui pedali della bicicletta

Dopo i risultati negativi delle analisi sui pedali della bicicletta, che rientrano tra i materiali forniti dal Ris di Parma, è emerso un ulteriore documento misterioso. La Procura di Pavia, secondo indiscrezioni, potrebbe convocare per audizione anche altri inquirenti, compresa l’allora pm di Vigevano Rosa Muscio. Tra le domande che potrebbero essere poste vi sono chiarimenti riguardo al verbale del 24 settembre 2007 riguardante gli accertamenti genetici, i cui esiti sono ora smentiti dai consulenti della difesa di Stasi. Inoltre, la psicologa e criminologa Alessandra Bramante ha negato di essere l’autrice di un documento anonimo apparso nel caso, sottolineando l’importanza della firma e della data nella sua professione.

I 17 punti e i commenti annotati

Tra i 17 punti estratti da questo documento, si segnalano espressioni come “tendenza narcisistica”, “freddezza”, “manipolatore” e “indifferenza estrema nei confronti della vittima”. I commenti annotati, spesso di carattere investigativo piuttosto che psicologico, suscitano dubbi sulle veridicità delle dichiarazioni rilasciate da Stasi. Analisi come “verificare se nel notebook risulta che ha lavorato” e “sembra che abbia imparato a memoria le frasi” pongono interrogativi sulla genuinità delle sue affermazioni. Questi ultimi sviluppi intensificano l’attenzione mediatica sul caso e sulla conduzione delle indagini da parte del Ris.

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