Scoperta truffa di un ‘diplomificio’ a Sant’Antimo: indagati docenti e studenti per falso ideologico

23.09.2025 10:35
Scoperta truffa di un 'diplomificio' a Sant'Antimo: indagati docenti e studenti per falso ideologico

Napoli, 23 settembre 2025 – Un’indagine della Guardia di finanza ha rivelato l’esistenza di un ‘diplomificio’ in una scuola paritaria del Napoletano, dove studenti conseguivano diplomi con voti alti senza mai mettere piede in aula, vivendo effettivamente a Milano, Bologna e in altre località d’Italia. In cambio di cospicue rette, era possibile ottenere un diploma con voti superiori al 70/100, riporta Attuale.

La truffa con la complicità dei docenti

Le indagini hanno accertato che durante l’anno scolastico 2023/2024, i docenti della scuola paritaria situata a Sant’Antimo avrebbero falsamente attestato la presenza in classe degli studenti, che si trovavano effettivamente a diverse centinaia di chilometri di distanza. L’operazione ha portato all’individuazione di un sistema complesso di frode, con il coinvolgimento non solo del dirigente scolastico e del vice preside, ma anche di numerosi docenti e studenti.

I precedenti a Bologna, Fermo e Saviano

Questa scoperta segue una serie di operazioni della Guardia di finanza che la settimana scorsa ha smascherato altre tre scuole a Bologna, Fermo e Napoli, dove venivano venduti diplomi a distanza tramite broker. Il costo per ottenere il ‘pezzo di carta’ ammontava a 6mila euro, di cui 3mila per poter accedere all’esame di Stato. In questo schema, circa mille euro venivano dirottati sull’Istituto Marconi di Bologna, mentre le altre somme finivano nelle casse delle scuole di Fermo e Saviano, dove si effettuavano esami di maturità falsi alla fine dell’anno scolastico.

Secondo le informazioni rilasciate dalla Guardia di finanza, “l’organizzazione si avvaleva di soggetti che fungevano da broker, promuovendo gli istituti paritari ai potenziali studenti bolognesi per ottenere il diploma in modo semplice e veloce”.

Il modus operandi

Il gruppo scoperchiato recentemente, originariamente basato a Bologna, era responsabile della produzione di false attestazioni di percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (Pcto), necessarie per l’ammissione agli esami di Stato. Inoltre, creava false auto-dichiarazioni di domicili in Comuni della Campania, garantendo così la fittizia regolarità della frequenza scolastica.

Il sistema criminale includeva anche la redazione di compiti scritti da parte degli studenti, senza indicazione di data, permettendo così una migliore gestione delle presenze da parte delle scuole. Infine, le pagelle venivano falsificate con attestazioni ingannevoli fornite dai dirigenti scolastici coinvolti nell’attività illecita.

1 Comments

  1. Ma che vergogna! In questo modo si falsifica il valore dell’istruzione! A questo punto, perché non vendere anche i lauree, eh? Forse mi conviene trasferirmi a Sant’Antimo… chissà cosa può uscire da tutto questo!

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