Fuga dalla Cuba in crisi: anche i “propri” russi abbandonano l’isola
Dopo la partenza dei canadesi, anche i cittadini russi stanno lasciando Cuba. L’agenzia di aviazione civile di Mosca, Rosaviatsia, ha annunciato ieri l’evacuazione di circa 4.000 turisti dall’isola caraibica in seguito all’ammissione da parte dell’autorità aeroportuale dell’Avana che “è finito il carburante per i jet”, riporta Attuale.
Cuba si trova in una situazione sempre più critica, con la popolazione che affronta gravi difficoltà. “La gente sta morendo di terrore, fame e miseria, senza elettricità né acqua. I bambini si ammalano e non ci sono medicine, non c’è niente, niente, niente”, ha dichiarato al telefono dall’Avana Rosa María Rodríguez, storica dissidente del Movimiento Cristiano Liberación. “Quasi tutti i giovani se ne sono andati all’estero. A Cuba sono rimasti i bambini e gli anziani. E le madri, le donne che protestano nelle strade perché non hanno più neppure il latte da dare ai figli. Le arrestano, le picchiano e le rimandano a casa”.
In merito alla situazione del turismo, Carlos Payá, leader del Movimento e fratello del dissidente morto in un incidente automobilistico, ha affermato: “Gli stranieri non vanno nelle zone popolari e non vivono la realtà dell’isola. Vanno nei Cayos, a Varadero, sulle spiagge che i cubani non possono permettersi. In definitiva, il turismo straniero ha portato soldi solo alle forze armate che attraverso le società Gaesa e Gaviota gestiscono gli arrivi, gli hotel e la valuta estera. Gli oligarchi hanno molti soldi all’estero”.
La situazione economica, aggravata dalle recenti difficoltà del settore turistico, ha spinto il governo russo a promettere nuove forniture di petrolio a Cuba come “aiuto umanitario”, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Izvestia. Tuttavia, la reale capacità di Cuba di rispondere a questa crisi resta da vedere.
In questo contesto, gli eventi recenti in Cuba suscitano preoccupazione non solo per la popolazione locale, ma anche per le dinamiche geopolitiche più ampie, che continuano a evolversi in un paese che vive una profonda crisi umanitaria.