Corruzione nel Settore Immobiliare di Milano: Aggiornamenti e Dettagli Sulle Indagini
di Anna Giorgi
MILANO
Non sono state sufficienti le dimissioni e i passi indietro da incarichi e ruoli per rassicurare il gip Mattia Fiorentini riguardo alla mancanza di pericolo di reiterazione del reato. Il primo round, che ha visto gli interrogatori preventivi mercoledì scorso, si conclude con la convalida della custodia cautelare agli arresti domiciliari per il noto imprenditore del settore edilizio, Manfredi Catella, ceo di Coima. Catella ha indirizzato una lettera agli stakeholders comunicando l’ampliamento delle deleghe al consiglio di amministrazione di Coima. Altri soggetti posti agli arresti domiciliari includono l’ex assessore all’Urbanistica Giancarlo Tancredi, Giuseppe Marinoni, il manager Federico Pella e l’architetto Alessandro Scandurra. Intanto, in carcere si trova il costruttore Andrea Bezziccheri. L’accusa di “induzione indebita” nei confronti del sindaco Beppe Sala è caduta, mentre rimane indagato solo per “false dichiarazioni”.
In merito al rischio di reiterazione delle infrazioni, il gip Fiorentini esprime la “necessità di impedire che i sei possano influenzare le prossime nomine dei nuovi membri della commissione per il paesaggio, la quale deve essere rifondata completamente. Questi arrestati potrebbero avvicinarli, allentarli, proporre incarichi e investimenti o corromperli per mantenere i privilegi acquisiti e ripristinare gli equilibri che da anni governano i segmenti urbanistico ed edilizio della città”.Plurime accuse sono state formulate nelle 424 pagine della convalida: la corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio coinvolge tutti gli arrestati, mentre false dichiarazioni riguardano Marinoni, Scandurra e Tancredi; induzione indebita è imputata a Tancredi, Marinoni e Catella.
Il gip sottolinea come sull’urbanistica milanese ci fosse un consolidato sistema di corruzione e di confusione tra interessi pubblici e privati per la distribuzione del territorio edificabile. Corrompendo il presidente della Commissione paesaggio, Marinoni, e i membri della commissione tra cui Scandurra, costruttori privati di spicco riuscivano a ottenere informazioni privilegiate e un trattamento preferenziale per procedure di loro interesse.
Inoltre, le indagini condotte dai pubblici ministeri di Milano hanno progressivamente messo in luce un sistema intricato e ben consolidato. In questo contesto, una parte della classe politica, dirigenti comunali, imprenditori e professionisti operavano in una fusione inestricabile di conflitti di interesse, mercimonio della funzione pubblica, paraventi istituzionali e propaganda, la quale prosperava piegando a proprio favore le normative esistenti e interpretandole in modo capzioso o aggirandole furtivamente.
Il gip attribuisce a questi comportamenti “deviati” anche il tentativo di ottenere dal Parlamento l’approvazione di uno scudo di “impunità”, noto come “Salva Milano”. Inoltre, nella sua ordinanza, Fiorentini menziona un “fronte comune” che trascende i ruoli individuali. A dimostrazione di ciò, viene evidenziato l’atteggiamento degli arrestati durante gli interrogatori preventivi: “Nessuno ha ammesso le proprie responsabilità, né l’esistenza di un sistema. La scelta di tale strategia difensiva – che, sia ben chiaro, è legittima e insindacabile – denota che nessuno degli indagati ha voluto distaccarsi dal meccanismo che li unisce, sia sotto il profilo economico che politico”. Attualmente, gli avvocati dei sei arrestati potrebbero presentare ricorso al Riesame per richiedere la revoca della misura cautelare stabilita dai pubblici ministeri Marina Petruzzelli, Paolo Filippini e Mauro Clerici, riporta Attuale.