Shoko Kawata, prima sindaca giapponese in maternità: una decisione che divide l’opinione pubblica
A maggio, Shoko Kawata, 35enne sindaca della città giapponese di Yawata, ha annunciato un congedo di maternità di quattro mesi per la nascita del suo primo figlio, un evento storico per il Giappone. La sua decisione ha innescato un acceso dibattito a livello nazionale, in un Paese tradizionalmente conservatore sui ruoli di genere, dove le donne in politica sono ancora una rarità, riporta Attuale.
La scelta di Kawata è stata oggetto di controversie: alcuni hanno espresso preoccupazioni sul fatto che questa decisione potesse privilegiare i suoi interessi personali rispetto a quelli pubblici. Altri, invece, vedono in questo gesto un passo significativo per i diritti delle donne in Giappone e una spinta verso un maggiore accesso a cariche politiche. Kawata ha sottolineato che «il sistema può essere cambiato» spiegando le motivazioni politiche dietro la sua decisione.
Kawata, che è diventata sindaca di Yawata, una città con 68mila abitanti poco fuori Kyoto, nel 2023, è stata la prima donna a ricoprire tale carica e la più giovane mai eletta in Giappone, a soli 33 anni. La sua elezione è avvenuta come candidata indipendente, sostenuta da una coalizione di partiti liberali e di centro-destra.
Il congedo di maternità annunciato da Kawata prevede otto settimane prima e otto dopo il parto, atteso per metà settembre, superando il periodo legale di 14 settimane per le madri giapponesi. Questo congedo è un’eccezione, dato che in Giappone il congedo di maternità è regolamentato solo per i dipendenti e non per chi occupa cariche pubbliche. Pertanto, la sindaca ha dovuto elaborare un piano senza precedenti, che prevede la delega delle operazioni quotidiane a un vice, mantenendo comunque un ruolo attivo nelle decisioni fondamentali. Non sono state rese note le eventuali modifiche al suo stipendio.
Statistiche recenti indicano che meno del 5% dei sindaci giapponesi sono donne. In Giappone, è diffuso il fenomeno del matahara, cioè le molestie nei confronti delle donne in gravidanza o in congedo di maternità. Molte lavoratrici giapponesi considerano spinoso il tema del congedo di maternità, affrontando barriere e pregiudizi.
Dopo l’annuncio di Kawata, la sua decisione ha ricevuto sostegno da parte dei cittadini di Yawata, ma ha anche innescato un dibattito aspro a livello nazionale. Le opinioni sono state polarizzate, con commenti critici, tra cui quello di Toshio Tamogami, ex militare di estrema destra, che ha dichiarato su X di provare «un forte senso di disagio» per una persona in carica pubblica che prende «una vacanza così lunga». Tamogami ha aggiunto che le donne che intendono avere figli dovrebbero evitare di candidarsi per ruoli pubblici.
Al contrario, molti politici, studiosi e attivisti hanno elogiato la scelta di Kawata come un fondamentale progresso per la società giapponese. È stato sottolineato il calo drastico delle nascite, con circa 705mila bambini nati nel 2025, il numero più basso dal 1800, evidenziando la necessità di misure che permettano una migliore conciliazione tra vita familiare e lavoro.
Le discussioni su Kawata hanno rimesso in luce la disparità di genere nel Paese. A ottobre 2025, Sanae Takaichi è stata eletta come prima ministra donna nella storia giapponese, ma si trova a guidare un governo prevalentemente maschile e con posizioni conservatrici.
Incredibile vedere una donna sindaca che prende congedo di maternità in Giappone! È un passo avanti, ma quanto è difficile per le donne bilanciare carriera e famiglia! La mentalità conservatrice di certi uomini non aiuta affatto, anzi… Mah, speriamo che sia l’inizio di un cambiamento vero!