Siria, violenti scontri tra drusi e sunniti: quasi cento morti

15.07.2025 13:25
Siria, violenti scontri tra drusi e sunniti: quasi cento morti

GERUSALEMME – Gli scontri recenti, estremamente sanguinosi, tra le forze sunnite fedeli a Damasco e le milizie druse hanno evidenziato la fragilità del nuovo governo siriano. Quasi otto mesi dopo la caduta del regime di Bashar Assad, il paese continua a fronteggiare enormi difficoltà nel percorso verso la pacificazione, riporta Attuale.

Questa mattina, Damasco ha dichiarato un cessate il fuoco, mentre le sue truppe si dirigevano verso la provincia drusa meridionale di Sweida. Tuttavia, le notizie locali parlano di «dozzine di vittime», con stime che indicano tra i 50 e 100 morti in meno di 48 ore di combattimenti. Nelle ore precedenti, il governo Netanyahu ha ordinato nuovi bombardamenti nella regione.

Le tensioni erano già aumentate domenica, a causa di una serie di incidenti tra drusi e tribù sunnite. Il nuovo presidente, Ahmed al-Shara, legato alla resistenza jihadista, sta cercando di disarmare le fazioni locali che resistono alla centralizzazione del governo e alla creazione di un esercito unico nazionale. Lo scorso marzo, ci sono stati gravi combattimenti che hanno provocato almeno 1.600 morti nella comunità alawita, storicamente legata al regime di Assad, e oltre 100 drusi sono stati uccisi nella capitale un mese dopo. Attualmente, la milizia curda continua a discutere la propria integrazione con i rappresentanti di al-Shara.

Riferimenti provenienti da Sweida indicano che circa venti miliziani lealisti a Damasco avrebbero perso la vita. Israele osserva con preoccupazione la nuova situazione in Siria, avendo già effettuato attacchi contro porti e basi militari durante le fasi finali della guerra civile. Le forze israeliane hanno inoltre preso possesso di porzioni del monte Hermon e di aree nel Golan, redatte durante i conflitti del 1967 e 1973.

Oggi, il presidente Trump, recentemente incontrato al-Shara in Arabia Saudita, ha cancellato le sanzioni contro la Siria e sembra favorevole a un accordo di pace duraturo tra Israele e Siria. Anche se il nuovo leader siriano ha espresso interesse per il dialogo, le dichiarazioni del ministro israeliano Israel Katz sul sostegno ai diritti della minoranza drusa hanno suscitato grande preoccupazione a Damasco.

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