Sospetto caso di peste in Siberia: autorità russe minimizzano il rischio per la salute pubblica

10.10.2026 14:05
Sospetto caso di peste in Siberia: autorità russe minimizzano il rischio per la salute pubblica

Preoccupazioni per la peste in Siberia dopo la morte di una tecnica di laboratorio

La morte di una tecnica di laboratorio che lavorava in un centro di ricerca sulla peste a Irkutsk, in Russia, avvenuta il 2 ottobre, ha riacceso i timori per un’epidemia di questa malattia antica e quasi dimenticata, riporta Attuale.

Secondo le principali istituzioni sanitarie, il rischio di diffusione globale della peste rimane estremamente basso. Tuttavia, la mancanza di trasparenza da parte del governo russo riguardo l’incidente nel laboratorio ha sollevato preoccupazioni tra gli esperti. Darya Shipilova, la tecnica di 28 anni, era stata ricoverata a fine settembre per una grave polmonite, ma le autorità hanno attribuito la sua morte a una polmonite di origine sconosciuta, senza confermare un possibile contagio da peste.

Fonti non ufficiali suggeriscono che Shipilova potrebbe essere stata esposta al batterio della peste, Yersinia pestis, a causa di un incidente in laboratorio o durante un viaggio lungo il confine con la Mongolia, zona nota per la presenza di peste tra la fauna selvatica. Circa 200 persone, contatti primari e secondari, sono state messe sotto sorveglianza sanitaria. L’8 ottobre, le autorità russe hanno dichiarato conclusi i controlli, affermando che migliaia di test non hanno rilevato agenti patogeni pericolosi, sebbene si sia anche parlato di un secondo caso sospetto, attualmente non confermato.

Nonostante le preoccupazioni, gli esperti sottolineano che, anche nel caso di contagio, la possibilità di un’epidemia di rilevanza globale è altamente improbabile. Il rischio è considerato molto più basso rispetto ad altre malattie altamente contagiose, come il Covid-19. La peste presenta sintomi specifici che insorgono rapidamente e gli individui diventano contagiosi solo una volta manifestati i sintomi.

La peste può manifestarsi in tre forme: bubbonica, polmonare e setticemica. La forma polmonare è la più contagiosa, poiché può essere trasmessa da persona a persona attraverso le goccioline emesse con la tosse. Se non trattata tempestivamente, tale forma risulta quasi sempre fatale.

Fino all’avvento degli antibiotici, contrarre la peste significava quasi sempre morte certa. Durante il XIV secolo, la malattia causò la morte di oltre 25 milioni di persone in Europa, riducendo drasticamente la popolazione. Oggi, invece, la peste è trattabile con antibiotici, se diagnosticata in tempo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha classificato il rischio di contagio come moderato e ha richiesto maggiori informazioni al governo russo, il quale ha minimizzato la questione senza fornire dettagli significativi.

La carenza di dati verificabili ha alimentato i sospetti e le richieste di chiarimento da parte dell’OMS. Le autorità russe hanno comunicato che Shipilova era vaccinata contro la peste, a causa della sua attività lavorativa, ma senza fornire dettagli sui protocolli di sicurezza seguiti nel laboratorio. La mancanza di informazioni chiare rende difficile valutare l’esatta situazione epidemiologica e organizzare una risposta adeguata.

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