Spagna-Nato: accordo sul budget militare al 2,1% del PIL

22.06.2025 19:37
Spagna-Nato: accordo sul budget militare al 2,1% del PIL

Raggiunto Accordo sulla Spesa Militare della Spagna: La Posizione di Sánchez

Il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, ha siglato un accordo con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, per garantire la continuidad del vertice dell’Alleanza previsto per martedì prossimo all’Aia. Questa intesa è stata necessaria a causa del rifiuto di Madrid di destinare il 5% del proprio prodotto interno lordo (Pil) alla spesa militare. La soluzione scaturita dall’incontro prevede di mantenere come obiettivo generale il traguardo del 5%, ma con una certa flessibilità interpretativa, consentendo così alla Spagna di allocare una percentuale del Pil che ritenga opportuna per le spese di difesa, a patto di rispettare gli obiettivi di capacità militare approvati dai ministri della Difesa della Nato durante l’incontro del 6 giugno scorso, riporta Attuale.

Sánchez ha descritto l’accordo come «molto positivo», affermando che permetterà alla Spagna di «rispettare i propri obblighi nei confronti dell’Alleanza Atlantica, mantenendo l’unità senza dover aumentare le spese per la difesa fino al 5% del Pil». In una dichiarazione ufficiale, ha mostrato rispetto per i paesi della Nato che si sono impegnati a raggiungere tale cifra entro il 2035, ma ha ribadito che la Spagna non seguirà questa traiettoria, considerandola sproporzionata e superflua e in contrasto con il mantenimento del proprio welfare.

Il premier ha chiarito che la spesa per la Difesa necessaria per acquisire le «capacità» richieste per fronteggiare le attuali «minacce e sfide» della Nato è pari al 2,1% del Pil, come indicato dallo stesso Sánchez. «Questa è la cifra definitiva», ha puntualizzato, basandosi su stime fornite dai tecnici delle Forze Armate spagnole, e ha aggiunto che un incremento oltre tale soglia sarebbe sproporzionato e non necessario. «Optiamo per destinare il 2% del Pil alla difesa della Spagna, dell’Europa e della Nato, continuando a investire il resto in politiche sociali, diplomazia, aiuto allo sviluppo, commercio globale e welfare», ha spiegato, commentando la recente intesa con l’Alleanza Atlantica in previsione del vertice imminente ad Aja. «Tuttavia, il nostro ruolo e la nostra legittimità nella Nato rimangono intatti», ha concluso.

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