Sparatoria a Rogoredo: ucciso 28enne marocchino, indagini in corso sulla legittima difesa

27.01.2026 05:15
Sparatoria a Rogoredo: ucciso 28enne marocchino, indagini in corso sulla legittima difesa

Incidente mortale a Rogoredo: poliziotto spara e uccide sospetto spacciatore

Un grave episodio si è verificato nel tardo pomeriggio di ieri nella zona di Rogoredo, dove un poliziotto ha aperto il fuoco e ucciso un uomo sospettato di essere un spacciatore. L’agente ha sparato in risposta a una minaccia percepita, ma si è appreso successivamente che l’arma brandita dalla vittima era una riproduzione a salve. La vittima, identificata come Abderhaim Mansouri, ventottenne di origini marocchine, è deceduto poco prima di raggiungere il pronto soccorso del Niguarda, riporta Attuale.

Secondo le informazioni disponibili, la scena è iniziata quando gli agenti del commissariato locale hanno cercato di fermare un nordafricano sospettato di spaccio nei pressi di una delle numerose mini piazze di droga della zona. Alla richiesta di fermo, sono stati avvicinati da un secondo uomo, coinvolgendo così quattro agenti, di cui due in abiti civili. Non è chiaro all’inizio se il secondo uomo avesse già estratto l’arma o lo stesse facendo in quel momento. La riproduzione a salve, priva del tappo rosso, è stata giudicata un’arma vera date le condizioni di visibilità.

Un colpo esploso da una distanza di circa 15 metri ha colpito Mansouri alla testa, facendolo cadere a terra, dove è rimasto immobile. La sua famiglia è nota per la gestione dello spaccio al dettaglio nella zona, con diversi precedenti segnalati per droga e resistenza a pubblico ufficiale. I soccorritori sono stati chiamati immediatamente, ma non sono riusciti a salvare la vita della vittima durante il trasporto in ospedale.

Dopo l’incidente, la polizia ha avviato un’indagine, coinvolgendo la Scientifica e la Squadra mobile per chiarire i dettagli. L’agente coinvolto nell’omicidio è stato messo sotto indagine e assistito da un avvocato, mentre gli altri agenti sono stati interrogati dal pubblico ministero Giovanni Tarzia. L’agente ha dichiarato: “Gli avevamo detto ‘fermo polizia’, ma lui si è avvicinato ancora. A quel punto, mi ha puntato l’arma contro e ho avuto paura e ho sparato per difendermi”. L’avvocato ha sottolineato l’importanza della legittima difesa in questo caso.

È emerso che Mansouri aveva con sé un quantitativo di sostanze stupefacenti, evidenziando il suo coinvolgimento in un’organizzazione criminale attiva nella zona, che si occupa dello spaccio tra i binari della ferrovia e la tangenziale. Le indagini proseguono per comprendere appieno la dinamica dell’evento e il contesto della sua morte.

1 Comments

  1. Ma che situazione assurda, quasi incredibile… Un poliziotto costretto a sparare e un ragazzo che, alla fine, ha perso la vita per un’arma finta. Non so, ma la sicurezza nella nostra città è sempre più un’incognita. E le famiglie coinvolte? Che disastro!

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