Strage di sub alle Maldive, recuperati i corpi: indagini su mancanza di permessi e attrezzature inadeguate

21.05.2026 05:35
Strage di sub alle Maldive, recuperati i corpi: indagini su mancanza di permessi e attrezzature inadeguate

Tragedia alle Maldive: ultimi recuperi e indagini sui sub italiani

Due corpi dei sub italiani deceduti nella tragicità dell’immersione alla Grotta degli squali nell’atollo di Vaavu, Maldive, sono ora all’obitorio di Malè. Le autorità maldiviane, in collaborazione con i diplomatici italiani, stanno portando avanti le indagini necessarie al trasferimento delle quattro salme in Italia. La salma di Gianluca Benedetti, la guida dell’escursione, è già disponibile per l’autorità giudiziaria all’obitorio di Gallarate, mentre la procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, disponendo l’autopsia per la prossima settimana. Toccherà poi alle altre vittime, riporta Attuale.

Ieri mattina, tre subacquei finlandesi di Dan Europe – Jenni Westerlund, Sami Paakkarinen e Patrik Groenqvist – hanno recuperato i corpi di Giorgia Sommacal e Muriel Oddenino. L’operazione, svolta in condizioni meteo-marine favorevoli, è durata circa tre ore e ha richiesto l’assistenza dei maldiviani a 30 metri di profondità. Il team affronterà nuovamente la grotta per rimuovere sagole guida e attrezzature operative utilizzate durante le operazioni di recupero, con l’obiettivo di ripristinare l’ambiente e cancellare le tracce dell’intervento umano.

Questa fase è cruciale per le indagini poiché si procederà a documentare e mappare alcune sezioni della grotta. Le informazioni raccolte saranno condivise con le autorità maldiviane e italiane. Un elemento chiave è il recupero dei computer e delle telecamere GoPro in dotazione ai sub deceduti, da cui si estrarranno le immagini della tragica immersione. Comprendere perché i cinque sub abbiano terminato l’aria delle bombole e quale miscela usassero è fondamentale per chiarire le cause dell’incidente, così come il percorso da loro effettuato e eventuali difficoltà tecniche incontrate. Si ipotizza che qualcuno si sia avventurato senza riuscire a uscire e che gli altri lo abbiano seguito per salvarlo, perdendo così l’orientamento.

Emergono inoltre anomalie riguardo alle attrezzature utilizzate. Secondo fonti di polizia locali, la professoressa Monica Montefalcone indossava una muta corta, inadeguata per un’immersione profonda in grotta. Si sta indagando anche sui permessi: l’avvocata Orietta Stella, legale del tour operator Albatros, ha affermato che nessuno dei sub possedeva un brevetto di “penetrazione in grotta”. “Per accedere a dove sono stati ritrovati – ha spiegato la legale presente a Malè – era necessario un brevetto tecnico di particolare impegno equiparabile a quello di speleosub, del quale non ho trovato traccia. So che la Montefalcone ha dichiarato di avere un brevetto di caverna, non di grotta, e questa è una differenza fondamentale.” Un dibattito è sorto anche riguardo all’eventualità di un “Effetto Venturi”, che potrebbe aver causato risucchi all’interno della grotta. Tuttavia, secondo l’esperto Enzo Spina, “non è assolutamente vero – conosco bene quella zona e le correnti si fermano a meno trenta”.

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