Stretto di Hormuz: sei Paesi, tra cui l’Italia, pronti a inviare navi se cessano le ostilità

20.03.2026 07:05
Stretto di Hormuz: sei Paesi, tra cui l'Italia, pronti a inviare navi se cessano le ostilità

Sei Paesi guidano iniziativa per garantire sicurezza nello Stretto di Hormuz

Sei nazioni, tra cui Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Olanda e Giappone, hanno espresso sostegno all’invio di una missione navale per assicurare la navigazione nello Stretto di Hormuz, a seguito dei recenti attacchi condotti dall’Iran contro imbarcazioni disarmate. Questa iniziativa, promossa dal premier britannico Keir Starmer e supportata dal segretario della NATO Mark Rutte, ha ricevuto adesione anche dal governo canadese, che ha manifestato disponibilità a unirsi a questa «mini coalizione dei volenterosi», riporta Attuale.

Il documento firmato dai leader evidenzia una forte condanna degli attacchi iraniani e della chiusura di fatto dello stretto da parte delle forze iraniane. Viene inoltre fatto appello per una moratoria immediata sugli attacchi alle infrastrutture civili e si sottolinea l’intenzione di contribuire agli sforzi per garantire un transito sicuro attraverso lo Stretto. Tuttavia, il messaggio finale appare volutamente generico, lasciando aperta la questione degli “sforzi appropriati” necessari per affrontare la situazione attuale.

I ministri degli Esteri italiano, Antonio Tajani, e della Difesa, Guido Crosetto, hanno chiarito che il documento è di natura politica e non militare. La visione di una «missione armata» sembra esclusa, con il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz che hanno espresso scetticismo riguardo a qualsiasi operazione che non avvenga in assenza di ostilità attive.

In questo contesto, il silenzio sulla necessità di un intervento delle Nazioni Unite non è passato inosservato. Mentre Stati Uniti, Francia e Regno Unito dovrebbero fornire il via libera a qualsiasi azione, la situazione diventa complessa considerando la necessità di evitare il veto da parte di Russia e Cina. Allo stesso modo, il presidente Donald Trump ha recentemente chiesto alla Cina di intervenire per riaprire lo Stretto, suggerendo pressioni su Teheran.

Nessun paese europeo sembra disposto a sostenere una spedizione armata contro l’Iran, come invece auspicato da Trump. L’idea di una tregua completa, che includerebbe anche Israele e Stati Uniti, sembra al momento fuori discussione. La dichiarazione congiunta richiede una moratoria sugli attacchi iraniani, ma non accenna a un cessate il fuoco generale.

Infine, la Casa Bianca rappresenta un’altra grande difficoltà per gli europei. Trump ha invitato gli alleati, in particolare Starmer e Rutte, a schierare le proprie flotte nello Stretto di Hormuz, un’idea politicamente insostenibile per molte nazioni europee e giapponesi. Nonostante ciò, Starmer e Rutte hanno ritenuto importante inviare un segnale forte, riuscendo infine a ottenere il consenso di Macron, che ha accettato di supportare solo una dichiarazione generica.

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