Proteste a Los Angeles: Voci di Solidarietà e Dissonanza
DALLA NOSTRA INVIATA
LOS ANGELES – La protesta si manifesta sotto vari aspetti. Qui a Los Angeles, molti dei manifestanti hanno origini ispaniche, in particolare messicane, e sono scesi in strada per esprimere il loro disagio e paura. Una giovane, avvolta in una bandiera guatemalteca e sventolando anche quella americana, ha violato il coprifuoco rimanendo fino a tardi nonostante la presenza della polizia. Iniziative simili sono state portate avanti da studenti universitari e attivisti, alcuni dei quali, come le “pantere grigie” di sinistra, hanno mostrato il loro sostegno. In questo sfondo, si notano anche agitatori che alimentano la tensione, riporta Attuale.
Nella serata di martedì, la violenza che aveva caratterizzato il fine settimana è sostanzialmente diminuita. Non si sono registrati eventi gravi come quelli precedenti, quando auto erano state date alle fiamme e negozi saccheggiati. Tuttavia, la Casa Bianca ha affermato che 400 degli arrestati sono immigrati irregolari, di cui 113 con precedenti penali. Durante un briefing, la portavoce di Trump ha anche mostrato la foto di un giovane messicano accusato di tentato omicidio nel contesto delle manifestazioni. Nonostante le denunce di violenza, la sindaca di Los Angeles ha sottolineato che la maggior parte degli arresti erano per “rifiuto di disperdersi” piuttosto che per vandalismo, evidenziando un contrasto tra le affermazioni ufficiali e la loro implementazione sul campo.
Martedì, un’altra dimensione della protesta si è manifestata quando un gruppo di religiosi ha organizzato una marcia interreligiosa, cercando di mantenere la calma e chiedendo il rispetto del coprifuoco. Mentre ciò accadeva, la folla davanti al centro di detenzione si è intensificata, con alcune scritte che esprimevano frustrazione nei confronti della polizia e del governo. Tuttavia, secondo la sindaca, solo una manciata di arresti sono avvenuti dopo l’inizio del coprifuoco, e le tensioni sono state contenute.
Il clima tra i residenti è misto. Molti esprimono solidarietà, sventolando bandiere messicane, mentre altri, in particolare nella comunità ispanica, si sentono estranei a questi eventi. Alcuni residenti hanno insistito sul fatto che le proteste non rappresentano le loro opinioni, vedendole come un’opportunità per Trump di attuare le sue politiche restrittive sull’immigrazione. Un tassista ha dichiarato che “quelli che tirano sassi alla polizia non rappresentano la comunità”, suggerendo che molti dei partecipanti potrebbero avere motivazioni ulteriori, e non legate alla lotta per i diritti degli immigrati.
José, un altro residente, ha criticato l’uso massiccio delle forze di sicurezza e l’impatto distruttivo delle manifestazioni, affermando che molti manifestanti potrebbero non avere reale interesse per la questione dell’immigrazione, ma piuttosto per la messa in scena di un dramma sociale. L’insoddisfazione nei confronti delle misure anti-immigrazione del presidente è palpabile, e la richiesta di un boicottaggio da parte della comunità latinoamericana è un segnale delle profonde divisioni all’interno della città.