
L’intervento della premier al teatro Parenti di Milano ha sollevato polemiche in merito alle dichiarazioni di Giusi Bartolozzi, la capa di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Giorgia Meloni ha dichiarato che con la riforma della giustizia non si intende “liberarsi della magistratura”, bensì “sistemare quello che non funziona”. La presidente del Consiglio ha usato toni provocatori, affermando che i magistrati possiedono un “potere enorme”, ma senza una corrispondente responsabilità, a tal punto che “spesso se sbagliano fanno carriera”, riporta Attuale.
L’evento a Milano per il Sì al referendum: chi c’era
La premier ha preso la parola al termine di un lungo ciclo di interventi, durante il quale vari ospiti hanno sostenuto le ragioni del Sì. All’ingresso del teatro, i militanti del partito hanno distribuito materiali di supporto alla riforma, tra cui borse di tela verdi e magliette con la scritta “Sono una persona perbene e voto Sì”. I panel, dedicati ai fondamentali della riforma, includevano temi come la “Separazione delle carriere”, la “Riforma del Csm” e l’“Alta Corte disciplinare”. Presenti al dibattito anche esponenti di spicco dei Fratelli d’Italia, compreso il ministro Nordio e il presidente del Senato Ignazio La Russa.
Sal Da Vinci come colonna sonora per il Sì al referendum
Durante l’evento, il jingle “Sarà per sempre sì” di Sal Da Vinci ha accompagnato il dibattito, ma contestualmente una ventina di manifestanti di Potere al Popolo e Cambiare Rotta hanno protestato contro l’iniziativa, brandendo striscioni con slogan come “Giorgia go home” e “chiediamo diritti ci danno polizia, questa è la loro democrazia”.
Referendum, l’evento di FdI al teatro Parenti: le parole di Giorgia Meloni
Acclamata dalla folla, Meloni ha iniziato il suo intervento sottolineando l’importanza della riforma della giustizia in un periodo di crisi internazionale. “Sono giornate di enorme lavoro,” ha dichiarato, “ma non vogliamo rinunciare a questo traguardo epocale.” Ha esortato il pubblico a non temere il cambiamento e a non lasciarsi fuorviare da slogan semplicistici. “Non fidatevi mai degli slogan troppo semplici per materie troppo complesse,” ha aggiunto, “e cercate di concentrarvi sul merito del referendum.”
Meloni si è poi rivolta alle responsabilità di governare l’Italia: “Non ho accettato questa guida per vanità, ma per responsabilità,” chiarendo che il suo obiettivo non era “governare per sopravvivere” o per “difendere i privilegi di alcuni”.
Meloni al Teatro Parenti: «Non facciamo questa riforma per liberarci della magistratura»
Affrontando le critiche, Meloni ha chiarito che la riforma non è contro la magistratura, ma finalizzata a sistemare i problemi esistenti. Ha sottolineato che, nel passato, i tentativi di riforma sono stati ostacolati dall’Associazione Nazionale Magistrati e da figure con notorietà mediatica. Ha affermato: “Dopo decenni di rinvii, abbiamo approvato una riforma storica che affronta i principali problemi del malfunzionamento della giustizia.” Conclude dicendo: “Il potere dei magistrati è enorme e non corrisponde a una adeguata responsabilità, poiché se un magistrato sbaglia, spesso avanza di carriera.”