La drammatica crisi umanitaria in Darfur: nuove rivelazioni sui massacri di massa
Immagini satellitari e testimonianze sul campo rivelano una situazione allarmante nel Darfur, Sudan, dove le Forze di Supporto Rapido (RSF) continuano la loro avanzata, portando a violenze diffuse e uccisioni di massa, riporta Attuale.
Le recenti osservazioni indicano che le RSF hanno conquistato una città chiave nella regione e, secondo l’analisi dell’Humanitarian Research Lab (HRL) della Yale School of Public Health, sono stati documentati «cumuli di cadaveri» abbandonati dopo esecuzioni sommarie. Nathaniel Raymond, investigatore sui diritti umani dell’HRL, ha affermato che molti di questi omicidi sono avvenuti in meno di 72 ore dopo la conquista della città.
Raymond ha sottolineato che l’evidenza raccolta comprende agglomerati di corpi umani e segni di sangue, confermando i rapporti di omicidi sistematici di civili. La situazione si fa sempre più critica: «In Daraja Oula, stiamo assistendo a un’azione tattica che suggerisce omicidi porta a porta», ha dichiarato il ricercatore, aggiungendo che molte vittime sono donne e bambini che si nascondono per sfuggire alla violenza.
L’HRL ha anche riportato un incremento dei corpi rinvenuti nelle zone di conflitto. Le immagini mostrano veicoli militari delle RSF tra i luoghi di sepoltura, suggerendo un’operazione sistematica. Inoltre, è emerso che gli RSF hanno preso il controllo di basi militari avversarie, creando una situazione di caos e isolamento per la popolazione di El Fasher, ora completamente staccata dal mondo esterno a causa di un assedio durato 18 mesi.
Nel gennaio 2025, il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato che membri delle RSF hanno commesso genocidio in Sudan. Le attuali immagini satellitari e le analisi suggeriscono che un genocidio in atto potrebbe essere più sistematico rispetto alle violenze passate, come quelle contro il campo profughi di ZamZam ad aprile.
L’analisi mette in evidenza come le RSF non stiano solo provocando incendi, ma stiano controllando rigorosamente gli ingressi e le uscite delle città, attuando una strategia sistematica di eliminazione dei civili. Le testimonianze dai sopravvissuti indicano massacri stupendi, rendendo la situazione sempre più grave e disperata.
Nonostante le Condanne delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea per i massacri, i leader delle RSF hanno annunciato arresti di alcuni membri accusati di abusi durante le operazioni. Tuttavia, la legittimità di tali arresti è messa in dubbio, in quanto molti li vedono come tentativi di depistare le responsabilità accumulatesi durante le violenze.
Numerose fonti hanno riferito di atrocità spaventose che hanno avuto luogo, tra cui uccisioni di bambini e brutali attacchi ai civili. Il responsabile umanitario delle Nazioni Unite, Tom Fletcher, ha espresso preoccupazione al Consiglio di Sicurezza per le notizie credibili di esecuzioni diffuse da parte delle RSF, un ritorno ai terribili eventi che segnarono il conflitto nel Darfur due decenni fa.