Suicidi giovanili, il gruppo di lavoro della premier Meloni non ancora attivato: tempi di avvio

08.08.2025 20:46
Suicidi giovanili, il gruppo di lavoro della premier Meloni non ancora attivato: tempi di avvio

Da Palazzo Chigi: «Serve solo il tempo di trasformarla in norma e calendarizzarla, ripartirà in autunno». La proposta della premier è giunta dopo l’incontro con la madre di Dea Mastronardi, la 15enne che ha tragicamente deciso di togliersi la vita lo scorso ottobre, riporta Attuale.

Il “gruppo di lavoro per il disagio giovanile” annunciato a maggio dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni – concepito per affrontare la dipendenza dai social e le sue conseguenze, come il bullismo e il cyberbullismo – sembra essere stato dimenticato. L’idea è stata presentata durante un premier time alla Camera dei deputati, quando il collega di partito Fabio Roscani ha interpellato Meloni riguardo alle strategie del governo per combattere il crescente disagio tra i giovani: dai suicidi alle risse tra baby gang, fino ad altre forme di violenza e isolamento che colpiscono una parte della gioventù italiana. Dopo aver sottolineato alcune riforme già avviate con il cosiddetto “modello Caivano”, la premier aveva espresso l’intenzione di formare questo gruppo di lavoro, seppur con cautela: «Non so dire dove può portarci un’iniziativa di questo tipo, ma posso affermare con certezza che non è tempo sprecato». Inoltre, aveva esortato tutte le forze politiche a partecipare «condividendo idee e proposte». Da allora, però, il silenzio è calato. Fonti di Palazzo Chigi confermano che il tema potrebbe tornare a essere discusso in autunno, anche se la priorità resta incerta. Nel frattempo, i casi di suicidi continuano ad aumentare.

L’appello della madre di Dea Mastronardi

La proposta di Giorgia Meloni di creare un gruppo di lavoro sul disagio giovanile è pervenuta meno di un mese dopo il suo incontro con Mirna Mastronardi, madre di Dea, la 15enne che il 4 ottobre 2024 ha deciso di togliersi la vita a Pisticci, in provincia di Matera. Dea era iscritta al liceo scientifico di Policoro e la madre non riesce a spiegarsi la ragione di quel gesto inaspettato: «Dopo aver riso a scuola, studiato tutto il pomeriggio, preparato lo zaino e chiesto alla nonna le bombette siciliane, si è suicidata». Dopo la tragedia, Mirna ha scritto una lettera alla premier: «Le ho raccontato delle famiglie monoreddito o di single. Sono molti nella mia situazione: un lavoro part-time, senza supporto. E vi sono tanti ragazzi che non si sentono all’altezza in questo mondo-vetrina dominato dai social».

Il colloquio e l’incontro con Meloni

Il 24 marzo Meloni l’ha contattata personalmente: «Nessun premier maschio lo avrebbe fatto. Mi ha contattata direttamente. Ero incredula e sopraffatta. Ho pianto. Mi ha compresa, mi sono sentita accolta. Mi ha condiviso la sua esperienza di figlia di una madre sola. Ha detto che aveva alcune idee da sviluppare». Il 10 aprile, si sono incontrate. A comunicarlo è stata la stessa Mirna, tramite un post sui social: «Credo – ha scritto – che solo una donna con un cuore straordinario possa abbracciarmi come ha fatto lei. Grazie, Presidente Giorgia Meloni. Cerchiamo di affrontare assieme questa battaglia. Nel nome, nell’amore e nel ricordo di Dea».

«Non è una cosa detta e lasciata lì»

Tuttavia, l’iniziativa «non è ancora passata in Consiglio dei ministri», spiegano da Palazzo Chigi, assicurando che nel frattempo sono stati approvati altri provvedimenti legati al disagio giovanile, compresi – affermano – alcuni finanziamenti. Il processo per la formazione del gruppo di lavoro riprenderà a settembre: «Non è una questione solo formale, necessita solo di tempo per essere trasformata in norma e fissata nel calendario».

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