Telemarketing, nuova delibera Agcom: stop ai numeri fasulli da agosto

29.06.2025 02:16
Telemarketing, nuova delibera Agcom: stop ai numeri fasulli da agosto

Roma, 29 giugno 2025 – Il fenomeno del telemarketing invasivo continua a crescere, arrecando danni non solo ai call center legittimi, ma anche lasciando tracce di vittime tra le aziende di energia e gas. Questo problema si intreccia frequentemente con le truffe telefoniche e l’abuso dei clienti, alimentato da pratiche poco trasparenti nel settore dei subappalti. Si presenta una contraddizione evidente: da un lato, è in atto un’ondata di molestie telefoniche che persiste senza sosta; dall’altro, esistono rigide norme come il Regolamento europeo GDPR, concepite per tutelare i dati personali. Da un lato, una semplice email può comportare sanzioni severe, mentre dall’altro il telestalking continua a disturbare i cittadini, riporta Attuale.

Ruben Razzante, docente di diritto della comunicazione all’Università Cattolica di Milano, analizza la situazione e afferma: “La responsabilità non è del Regolamento – questa legge è stata creata per proteggere la privacy. La vera sfida è trovare soluzioni efficaci per combattere il telemarketing aggressivo, rendendo più semplice perseguire coloro che violano i dati personali, attraverso un potenziamento degli strumenti tecnologici.”

Secondo Razzante, è cruciale che le autorità nazionali possano condividere informazioni sui call center in modo più efficiente. È fondamentale affrontare le questioni relative alla territorialità e alla perseguibilità delle infrazioni che avvengono all’estero. “Ritengo che ci siano falle nel sistema di contrasto e nella possibilità di perseguire questi reati, piuttosto che una carenza del Regolamento stesso.”

In attesa dell’implementazione del filtro anti spoofing, il recente studio realizzato da Arte, l’Associazione dei rivenditori e trader di energia, fornisce un quadro allarmante. Con 187 operatori sul mercato, un fatturato di 8,5 miliardi e 2,5 milioni di clienti, il report indica un netto aumento delle segnalazioni di truffe, che hanno superato le 10mila in un anno. Diego Pellegrino, socio fondatore dell’associazione, spiega che i consumatori vengono agganciati con un pretesto, spesso citando un aumento delle tariffe, quindi spostandoli ad un altro fornitore per “risparmiare”. Viene inoltre instillata l’ansia che, in caso di inattività, potrebbero restare senza luce o gas.

L’inganno è radicato nel spoofing, in cui le chiamate provengono spesso dall’estero ma appaiono con numeri locali. Pellegrino consiglia: “Prendete tempo, chiedete di essere richiamati e verificate il numero. Se scoprirete che non esiste, avrete conferma della truffa.”

Emmanuela Bertucci, avvocato dell’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc), mette in luce due novità legislative in fase di discussione in Parlamento, mirate a contenere il telemarketing selvaggio. “Una delibera dell’Agcom” impone un doppio filtro, il primo in arrivo ad agosto destinato a bloccare le chiamate internazionali che si presentano come numeri italiani. Tale strategia punta a prevenire le manovre dei call center che utilizzano numeri falsi per effettuare disturbi telefonici. Il secondo filtro è previsto per novembre e agirà contro le chiamate provenienti da numeri di cellulari falsificati italiani.” Tuttavia, Bertucci rimane scettica riguardo all’efficacia totale di queste misure. “L’intervento non sarà risolutivo, ma ci saranno degli impatti, sebbene io mi consideri un’inguaribile ottimista.”

Ma gli effetti economici di questo sfruttamento non sono trascurabili. Pellegrino ha stimato un’uscita annua per la famiglia media di circa 150-200 euro in più, con possibili punte fino a 300-400 euro. Durante le indagini, molti clienti con cui vengono contattati esprimono il loro stupore, non rendendosi conto di essere stati truffati nei comunicati precedenti.

Infine, Arte ha presentato richieste politiche per affrontare questo fenomeno. “Ci sono furti di dati e truffe in corso – evidenzia Pellegrino –. Chiediamo pene più severe per i reati di furto di dati e un’educazione informativa rivolta alla popolazione per combattere questo problema.”

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