La tensione interna nella Lega: l’assenza di Vannacci segna una frattura politica
C’è una linea di frattura che attraversa la Lega e che in queste settimane è diventata visibile. Non è ancora una rottura, ma una tensione politica evidente. L’assenza di Roberto Vannacci alla kermesse “Idee in movimento”, organizzata dal Carroccio in Abruzzo, non è un dettaglio di agenda: è un segnale politico. Il vicesegretario leghista, impegnato in una fitta agenda di incontri tra teatri e piazze d’Italia, ha scelto di non esserci mentre il partito riuniva ministri, parlamentari e amministratori locali per confrontarsi sui temi dell’attualità. Pochi giorni prima Vannacci aveva invitato a votare “per coerenza” contro l’invio di armi all’Ucraina, nonostante l’intesa di maggioranza che dà priorità agli aiuti civili rispetto a quelli militari. Una posizione che rimarca autonomia e segna una distanza dalla linea di Salvini, riporta Attuale.
La tre giorni tra Roccaraso e Rivisondoli racconta un partito che si interroga sul proprio futuro. Non solo sicurezza e territori, ma anche diritti civili. Nel programma compare infatti un panel su fine vita e temi etici con la partecipazione di Francesca Pascale, presenza che ha irritato l’ala più identitaria del partito. Tra questi lo stesso Vannacci, che ha liquidato sarcasticamente il suo profilo politico. Dura la replica di Pascale, che accusa il generale di aver costruito da tempo una scissione, usando la Lega come trampolino. Il tema non è solo simbolico. Alla Camera, lo scorso 15 gennaio, due deputati leghisti, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, hanno votato contro la risoluzione di maggioranza sull’Ucraina, seguendo la linea Vannacci. Con loro Emanuele Pozzolo, ex FdI. Numeri insufficienti per dar vita a un gruppo ma indicativi di una frattura.
Sul fronte della sicurezza e dell’istruzione, a Rivisondoli interviene il ministro Giuseppe Valditara. Parla di “rivoluzione culturale”, difende l’uso di metal detector nelle scuole come esigenza di libertà e sicurezza e respinge le accuse di repressione. Rivendica i risultati sul Pnrr e sull’abbandono scolastico, e richiama una scuola che torni a trasmettere valori, identità e fiducia nella civiltà occidentale.
Nel partito emergono anche visioni diverse, come quella di Luca Zaia, che invita a superare i tabù ideologici sui diritti civili e a distinguere la sicurezza dalla militarizzazione. A Roccaraso la Lega di governo prova intanto a tenere il punto. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti parla di revisione delle Zes per garantire certezze agli imprenditori, di crediti fiscali e di fondi di Coesione. Resta il nodo politico: tenere insieme un partito attraversato da visioni diverse, con lo spettro di una scissione che continua a incombere. Ci proverà Matteo Salvini, arrivato in platea ieri sera. Il suo intervento è atteso oggi. Si vedrà se saprà serrare le file.