Test missilistici nordcoreani riattivano le tensioni geopolitiche
L’artiglieria della Corea del Nord ha ripreso le operazioni con il lancio di diversi proiettili, incluso un missile balistico a corto raggio, verso il Mare Giallo il 26 maggio alle 13 ora locale (le 6 del mattino in Europa), segnando la fine di un’interruzione di 37 giorni. La difesa di Seul ha comunicato che il missile ha volato per 80 chilometri e sta condividendo i dati con Tokyo e Washington, evidenziando il coordinamento militare tra Sud Corea, Giappone e Stati Uniti in un contesto diplomatico confuso, riporta Attuale.
Un missile e alcuni proiettili non identificati potrebbero apparire come routine per la Corea del Nord, ma sono sempre presenti motivi politici e operativi dietro i test. Di solito, ci si aspetta almeno un giorno prima che l’ufficio informazioni di Pyongyang pubblichi dati utili per comprendere il test. Il 19 aprile, le forze nordcoreane avevano lanciato missili a corto raggio categoria Hwasong-11D, con la propaganda che dichiarava le testate armate di bombe a grappolo e mine a frammentazione. Pyongyang sostiene che le Hwasong-11D possono trasportare anche testate nucleari, un fatto che assume rilevanza in considerazione della presenza di Kim Jong-un e di sua figlia durante il collaudo.
Il 12 aprile, Kim Jong-un ha assistito a un’esercitazione a fuoco condotta dal cacciatorpediniere Choe Hyon, il quale, nel Mar Giallo, ha lanciato missili da crociera dimostrando la capacità di colpire obiettivi lontani dalla costa nordcoreana. Pochi giorni prima, Pyongyang aveva annunciato il test di un’arma elettromagnetica, sottolineando la volontà di dimostrare la propria capacità di affrontare conflitti moderni.
In concomitanza con i recenti lanci missilistici, il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha ordinato l’accelerazione della costruzione di sottomarini a propulsione nucleare, fissando per il 2035 l’entrata in operatività della prima unità della nuova classe. Lee ha sottolineato la necessità per la Corea del Sud di assumere la responsabilità della propria difesa, affermando che l’eventuale dotazione di armi sofisticate di produzione nazionale invierebbe un chiaro messaggio a Washington sulla volontà di rafforzare l’alleanza.
Da decenni, gli Stati Uniti mantengono un contingente di oltre 28 mila soldati a sud del 38° Parallelo. La situazione geopolitica continua a mutare, con Xi Jinping e Vladimir Putin che hanno elaborato una dichiarazione congiunta in cui respingono la “pressione straniera” sulla Corea del Nord, si oppongono alle sanzioni e auspicano a una maggiore cooperazione con Pyongyang. Nel frattempo, Kim ha ottenuto importanti risultati politici diventando un alleato militare della Russia e promuovendo legami economici con la Cina che sono cruciali per la sopravvivenza della Corea del Nord.
Si vocifera di una possibile visita di Xi a Pyongyang. Kim Jong-un è in attesa di un segnale da Washington, mentre cresce l’incertezza su come reagirà Donald Trump, una volta chiusa la guerra con l’Iran, a riannodare i rapporti con il leader nordcoreano.
Incredibile come la Corea del Nord riesca sempre a creare caos! Qui in Italia stiamo già affrontando problemi economici, e questi si lanciano missili come se nulla fosse… È una follia!!! La geopolitica è davvero complicata, ma ci vorrebbe più dialogo, meno armi.