Milano, 3 luglio 2026 – Quando è stato soccorso, era già in arresto cardiaco. Le manovre di rianimazione a lungo praticate dai sanitari di Areu e il trasporto in codice rosso al Policlinico non sono bastati a salvare la vita di Alfredo Encarnacion Arustigue, dichiarato morto nella notte tra il 2 e il 3 luglio. Stando alle prime informazioni, il peruviano, che il 10 giugno aveva compiuto 28 anni, è annegato nella piscina Romano di via Ampere a Milano, chiusa dalle 21 come da orari estivi: il sudamericano avrebbe scavalcato insieme ad altri tre amici per fare un bagno, ma il tuffo in acqua si è rivelato letale, riporta Attuale.
In piscina di notte
Il gruppo si sarebbe introdotto poco prima di mezzanotte nel centro balneare in zona Piola, gestito da Milanosport e confinante sul lato di via Ponzio con la sede del Comando di Zona 3 della polizia locale. Non è chiaro cosa sia successo dopo, e su questo aspetto si stanno concentrando le indagini della polizia: bisogna capire se il ventottenne si sia sentito male, magari per lo sbalzo termico tra l’elevata temperatura esterna e quella più bassa dell’acqua, o se sia annegato nella parte di piscina più profonda non riuscendo a nuotare. Da verificare pure se avesse bevuto in precedenza e se l’alcol abbia giocato un ruolo nella tragedia.
L’allarme e le indagini
Alle 23.51, la chiamata al 112 ha innescato l’intervento di polizia, vigili del fuoco e ghisa, ma per il peruviano non c’è stato nulla da fare. In via Zanoia sono stati inviati anche gli specialisti della Scientifica, che hanno lavorato a lungo per completare i rilievi e cercare tracce potenzialmente utili agli accertamenti investigativi. Decisive per ricostruire l’accaduto pure le testimonianze dei tre che erano in compagnia del morto, identificati e ascoltati. È probabile che siano entrati scavalcando uno dei cancelli che si trovano sul lato di via Zanoia.
Il precedente di sette anni fa
Aveva 28 anni pure Marco Scarcella, che morì nella notte tra il 18 e il 19 luglio del 2019 nella piscina Sant’Abbondio al Gratosoglio: l’uomo, reduce da una serata sui Navigli, scavalcò il cancello alto tre metri in compagnia di un’amica di 23 anni per fare un bagno, si tolse i vestiti e si buttò in piscina con un tuffo acrobatico; l’impatto con il fondo o contro il perimetro della vasca gli fu fatale, come accertato successivamente dall’inchiesta della Squadra mobile coordinata dal pm Giovanni Polizzi.