Trattativa fallita all’Onu per la riapertura dello Stretto di Hormuz
Nella notte italiana, un accordo di mediazione proposto dal premier pakistano Shehbaz Sharif è stato accettato da Donald Trump e dal governo iraniano. La proposta prevede una proroga di due settimane per l’ultimatum fissato dal presidente Usa, con contestuale riapertura dello Stretto di Hormuz, riporta Attuale.
La giornata è iniziata con l’allerta proveniente da Trump: «Un’intera civiltà morirà stanotte». Tuttavia, successivi segnali hanno fatto emergere possibilità di compromesso, poiché Trump aveva accennato a un possibile rinvio «se fosse cambiato qualcosa». Il Segretario di Stato, Marco Rubio, in un’intervista alla CNN, aveva avvertito di attese per ulteriori sviluppi sul negoziato.
Contemporaneamente, l’Unione Europea ha preso posizione, con un comunicato del governo guidato da Giorgia Meloni, ribadendo la condanna dell’Italia nei confronti delle azioni destabilizzanti del regime di Teheran, inclusi i blocchi della navigazione nel Golfo e la repressione interna. In particolare, Meloni ha sottolineato che «è fondamentale distinguere nettamente tra le responsabilità di un regime e il destino di milioni di cittadini comuni. La popolazione civile iraniana non può e non deve pagare per le colpe dei governanti».
Negli ultimi giorni, i mediatori hanno lavorato intensamente per rilanciare il dialogo. Pakistan, Egitto e Turchia si sono uniti per sostenere i contatti tra emissari statunitensi e iraniani, facilitati dai diplomatici pakistani. In un momento cruciale, era stata considerata l’ipotesi di un incontro diretto tra le parti, con il vicepresidente JD Vance a capo della delegazione Usa a Islamabad. L’accordo di base includeva dieci punti, comprendenti la revoca delle sanzioni occidentali.
Il mestiere del Pakistan si è intensificato anche a seguito di un accordo di mutua difesa con l’Arabia Saudita firmato il 17 settembre 2025. Il primo ministro Sharif ha recentemente conversato con il principe ereditario Bin Salman, riaffermando il supporto di Islamabad a Riad contro gli attacchi iraniani.
Tuttavia, un altro tentativo diplomatico è fallito ieri quando una risoluzione presentata dal Bahrein al Consiglio di Sicurezza dell’Onu per riaprire lo Stretto di Hormuz non ha ottenuto il supporto necessario. La bozza originale, elaborata in precedenza in cooperazione con diversi paesi arabi, è stata approvata con significative modifiche: il testo finale si limitava a condannare gli attacchi iraniani. Nonostante il sostegno di 11 stati membri, tra cui Francia, Regno Unito e Stati Uniti, Cina e Russia hanno imposto il veto, affossando la proposta.
Da Mosca e Pechino è giunto un chiaro segnale di solidarietà politica verso l’Iran, senza ulteriori implicazioni pratiche. Nella serata di ieri, un inviato dell’Onu ha intrapreso un viaggio verso Teheran per tentare di rilanciare il dialogo.