Tre arrestati per l’omicidio di Hayati Aroyo a Sesto San Giovanni

20.09.2025 08:45
Tre arrestati per l'omicidio di Hayati Aroyo a Sesto San Giovanni

Milano, 20 settembre 2025 – Svolta nel delitto di Hayati Aroyo, 62 anni, l’uomo di origine turche, ucciso con decine di coltellate in un monolocale al piano terra di uno stabile di via Fogagnolo 130, a Sesto San Giovanni, riporta Attuale.

Era il 23 luglio scorso e ora a distanza di meno di due mesi, la polizia coordinata dalla Procura di Monza, ha eseguito il fermo disposto dal pubblico ministero titolare delle indagini, nei confronti di tre soggetti cui vengono contestati i reati di omicidio aggravato, rapina aggravata, incendio e distruzione di cadavere.

Il gruppo

Il gruppo è composto da un italiano del 1987, un albanese del 1992 e una donna italiana del 1989. Gli accertamenti svolti dalla Sezione Omicidi della Squadra Mobile di Milano e da personale del Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica avevano permesso, nell’immediatezza, di accertare, così come poi confermato dal medico legale, che l’uomo era stato colpito da circa trenta fendenti, dopodiché i suoi aggressori avevano tentato di distruggere le prove dando fuoco al cadavere e all’appartamento.

Gli uomini sono stati portati nella Casa Circondariale di Busto Arsizio e la donna nella Casa Circondariale di Milano in attesa che il provvedimento di fermo venga convalidato dal gip.

Parentele pericolose

L’uomo, che ha un fratello a Milano, era cognato del boss della mafia turca Huseyin Sarai, ucciso a Croton il 31 gennaio 2005 proprio mentre la vittima di Sesto era al volante dell’auto, ma il delitto non sarebbe connesso agli affari criminali della famiglia.

L’indagine

Gli investigatori della Mobile hanno ricostruito la storia della vittima e la sua rete di amicizie, e hanno individuato le tre persone che, per varie ragioni, avevano maturato un profondo astio nei confronti dell’uomo, fino a decidere di ucciderlo.

Con l’analisi delle telecamere, dei tabulati telefonici e le attività di intercettazione, è stato poi possibile ricostruire gli spostamenti dei tre, individuando i vari ruoli nella notte dell’omicidio.

1 Comment

  1. Che brutto questo delitto, è incredibile vedere fino a che punto possa arrivare l’odio. Povero uomo, colpito in modi così feroci… ma che fine ha fatto la nostra sicurezza? Ogni giorno una notizia peggiore dell’altra! Non si può più vivere tranquilli nemmeno in casa propria.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere