
Questa settimana, Leo Messi ha salutato definitivamente il calcio internazionale, riportando alla mente il suo primo ritiro avvenuto dieci anni fa, riporta Attuale.
Questa volta sembra essere definitiva. Il piccolo maestro ha completato il suo percorso calcistico con le vittorie in Copa América e nel Mondiale, e nella partita contro il Benin ha concluso la sua avventura con la nazionale in modo impeccabile, partecipando attivamente ai tre gol della squadra: assistendo i primi due e segnando il terzo.
Ora, la domanda sorge spontanea: quale sarà il futuro dell’Argentina? Chi avrà il compito di guidare la squadra dopo Messi?
In un paese cresciuto con l’idea di una figura messianica portatrice di gloria, l’Argentina ha sempre cercato un idolo. Nella memoria recente, c’è stato Diego Maradona, l’eroe degli argentini che ha portato alla vittoria nonostante una vita travagliata. Poi è arrivato Messi, che ha preso su di sé l’eredità con enormi pressioni e, dopo molti fallimenti e una breve pausa, ha finalmente realizzato il suo sogno.
Adesso, l’Argentina è alla ricerca di un nuovo leader. Non è necessario che sia un attaccante di bassa statura e dal piede sinistro magico, ma deve essere una figura che possa unire la squadra e l’intero paese, capace di affrontare la pressione e di diventare un simbolo di speranza.
Di seguito, presentiamo tre nomi importanti, con una menzione d’onore, che potrebbero ereditare il ruolo di Messi nel lungo periodo.
Leonel Flores (Menzione d’onore)
Leonel Flores è considerato ancora troppo giovane e acerbo per assumere un ruolo di leadership, ma il suo nome inevitabilmente porta con sé comparazioni e aspettative.
L’attaccante del Boca Juniors può giocare sia centralmente che sulla fascia destra ed è stato parte della rosa argentina durante il tour di addio di Messi, partecipando a tutte le tre amichevoli.
Il fatto che Brighton stia già preparando un’offerta per lui dimostra il suo valore. Come vedremo con i nostri principali candidati, la scelta giusta potrebbe fare miracoli per le sue prospettive con la nazionale.
Franco Mastantuono
Franco Mastantuono rappresenta in molti modi la risposta dell’Argentina al brasiliano Endrick. Entrambi sono considerati le speranze delle rispettive nazionali e devono affrontare enormi pressioni per emulare i grandi del passato.
Mentre Endrick ha trovato casa in Europa solo durante il prestito al Lyon la scorsa stagione, Mastantuono sta cercando di affermarsi alla Fiorentina dopo una difficile stagione di debutto con il Real Madrid.
La sfida per i giovani talenti argentini, che vengono paragonati a Messi, è che quest’ultimo aveva solo 22 anni quando ha vinto il suo primo Pallone d’Oro; spesso non hanno molto tempo per dimostrare il loro valore. La pressione legata all’eredità di Messi è quindi particolarmente elevata.
Per Mastantuono, il tempo di gioco sarà fondamentale. Da quando Paolo Vanoli è tornato a Firenze, ha mostrato un grandissimo impegno. Giocare con squadre più piccole piuttosto che rimanere in panchina al Real Madrid potrebbe rivelarsi decisivo per la sua carriera.
Julián Alvarez
Julián Alvarez potrebbe non avere le stesse statistiche di Leo Messi — pochi possono e sono perdonati per questo — ma ha già completato il suo percorso calcistico a 22 anni, quando l’Argentina ha vinto il Mondiale, un anno dopo aver conquistato la Copa América, facendo parte della nazionale in entrambe le occasioni. Alla fine di quella stessa stagione, ha vinto la Champions League con il Manchester City.
Al City, Alvarez era considerato un attaccante versatile e promettente. All’Atletico Madrid, sembra aver finalmente realizzato il suo potenziale e, come abbiamo visto quest’estate, è in cerca di un grande salto nella sua carriera.
A 26 anni, è nel pieno della sua carriera, ha già numerosi riconoscimenti e sa come affrontare le enormi aspettative e la pressione delle grandi occasioni, pronto a diventare il punto di riferimento non solo per l’Argentina, ma anche per il Barça, dove Messi ha lasciato il segno.
Nico Paz
Nico Paz rappresenta l’attrattiva attuale del Como nel calcio. È anche un esempio per giocatori come Mastantuono, dimostrando che le prestazioni in campo sono più importanti che essere semplicemente associati al Real Madrid; se le cose andranno come previsto, tutte le strade porteranno comunque al Bernabéu.
Il Como ha compiuto un grande passo firmando un nuovo contratto con il Real Madrid per prolungare il soggiorno di Paz, anche affidandogli la maglia numero 10. Ha ripagato la fiducia con prestazioni convincenti, già in questa stagione ha all’attivo un gol e tre assist ed è stato anche il destinatario di un assist da Messi contro il Benin.
Quando arriverà il prossimo Mondiale nel 2030, Julián Alvarez sarà un veterano e Paz sarà nel pieno della sua carriera. Abbiamo visto come al PSG Kylian Mbappé abbia preso il posto di Neymar proprio quando quest’ultimo pensava di poter brillare da solo. Non sarebbe sorprendente se anche Paz e Alvarez avessero un destino simile; del resto, il tempo è un fattore cruciale.
Anshuman Joshi | GIFN