Attacco contro volontari italiani in Cisgiordania
ROMA – «Eravamo a dormire quando, alle 5 del mattino, un gruppo di coloni ci ha attaccati. Erano in 10, mascherati e armati di bastoni e fucili…», riporta Attuale.
Questo drammatico racconto è stato fornito ieri da tre volontari italiani della missione di solidarietà internazionale «Faz3a», due ragazze e un ragazzo, aggrediti all’alba insieme a una collega canadese dai coloni israeliani in Cisgiordania. «E questo è successo in zona A — hanno precisato a Tg3 e Sky Tg24 — quindi dove per legge, anche per gli accordi di Oslo, non dovrebbe esserci alcun tipo di presenza israeliana». Invece, si è verificato: «I coloni ci hanno svegliato al grido di “wake up italians”, sveglia italiani!».
Secondo i volontari, tanta violenza si sarebbe scatenata perché «probabilmente sono al corrente del supporto della popolazione italiana alla causa palestinese ed erano ancora più arrabbiati per questo». Hanno cominciato a picchiarci: «Ci hanno dato pugni, schiaffi e calci in faccia, nelle costole, nell’addome, ai genitali, lungo le gambe. Io ho un forte dolore alle costole — ha raccontato una delle due ragazze italiane, di 27 anni —. La mia amica del Canada sta molto peggio: ha lividi neri su tutta la lunghezza di una gamba e dell’addome. Loro sapevano benissimo che eravamo stranieri e, quando se ne sono andati, dopo aver rubato tutta la nostra roba, ci hanno detto in inglese “Don’t come back here”, cioè non tornate qui». Ma loro hanno risposto all’unisono che torneranno.
L’attacco, secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa, è avvenuto nella comunità di Ein al-Duyuk, vicino a Gerico. Dopo il brutale pestaggio, i coloni hanno portato via anche soldi, passaporti e telefoni cellulari delle vittime, che sono state ricoverate in ospedale e assistite in prima battuta dal sindaco di Gerico e dalla polizia palestinese, a cui hanno denunciato l’episodio.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha subito contattato il console d’Italia a Gerusalemme: «I feriti non sono gravi e stanno rientrando a Ramallah — ha detto Tajani —. Si tratta di giovani cooperanti che accompagnano le attività dei palestinesi, portano i bambini a scuola, aiutano gli agricoltori, i pastori, costituiscono una sorta di protezione civile per la popolazione locale». Tajani ha condannato fermamente l’accaduto: «Proprio l’altro giorno avevamo diffuso una nota congiunta di condanna — firmata da Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna — per ciò che stanno facendo i coloni in Cisgiordania. Abbiamo anche avviato sanzioni, come Unione Europea, nei confronti di alcuni. Basta aggressioni, non è questo il modo per rivendicare le proprie ragioni. La Cisgiordania non deve essere annessa, siamo assolutamente contrari, deve essere rispettata la popolazione civile palestinese». Anche il ministero degli Esteri del Canada ha espresso condanna. Tajani ha aggiunto: «È gravissimo che vengano attaccati villaggi cristiani, non perché i cristiani abbiano più diritto, ma perché rappresentano stabilità e moderazione in tutto il Medio Oriente. Lanciamo un appello al governo di Israele affinché fermi i coloni e impedisca che continuino queste violenze».
La situazione ha riacceso il dibattito politico in Italia. L’opposizione ha richiesto sanzioni contro Israele per la violenza sistematica dei coloni in Cisgiordania. «Il governo Meloni convochi immediatamente alla Farnesina l’ambasciatore di Israele», ha dichiarato Nicola Fratoianni. Peppe Provenzano, politico del PD, ha sottolineato l’urgenza di sostenere la causa palestinese. La campagna Faz3a, coordinata da Assopace Palestina, è sostenuta da varie associazioni italiane. I quattro attivisti, dimessi dall’ospedale di Gerico, hanno già fatto sapere che «lasceranno il Paese solo al termine della loro missione».