Triglia del Mar Rosso a Torre del Greco: il professore avverte sul Tirreno come capolinea naturale delle specie lessepsiane

13.08.2025 15:25
Triglia del Mar Rosso a Torre del Greco: il professore avverte sul Tirreno come capolinea naturale delle specie lessepsiane

Napoli, 13 agosto 2025 – Il Por’s goatfish (Upeneus pori), noto come triglia aliena del Mar Rosso, ha fatto il suo ingresso nel Tirreno, dando origine a preoccupazioni tra gli esperti. Recentemente, un esemplare è stato catturato tra Torre del Greco ed Ercolano (Napoli). A riportarlo è Attuale, citando il professor Francesco Tiralongo, docente all’Università di Catania e coordinatore del progetto AlienFish e responsabile scientifico della nuova cooperativa di ricercatori BlueChain.

Il Por’s goatfish: Una specie invasiva

Secondo le spiegazioni del professor Tiralongo, il Por’s goatfish rappresenta una specie invasiva lessepsiana, simile ad altri pesci come il pesce scorpione e il pesce coniglio. Originario del Mar Rosso e dell’Oceano Indiano occidentale, questo pesce vive in acque poco profonde e si nutre di piccoli invertebrati. È stato pescato da un membro della rete AlienFish, un gruppo dedicato al monitoraggio di specie marine invasive.

Caratteristiche distintive rispetto alle specie autoctone

Il Upeneus pori può facilmente essere confuso con le triglie di scoglio. Tiralongo fa notare che in passato è già accaduto che esemplari di questa specie siano finiti nei mercati ittici, generando una sottostima della sua presenza. Tra le sue peculiarità, la caudale a bande oscure oblique è un elemento distintivo, particolarmente visibile nel lobo inferiore.

Implicazioni di questa scoperta

La presenza del Por’s goatfish nel Tirreno ha diverse implicazioni. Da una parte, segnala un incremento della distribuzione di questa specie nell’area, dove fino ad oggi si pensava non esistesse. Dall’altra, indica l’aumento della presenza di specie aliene nelle acque italiane, causato principalmente dal riscaldamento delle acque. La concorrenza tra questa triglia e le specie autoctone per risorse e habitat potrebbe avere conseguenze negative.

In effetti, tale competizione è paragonabile all’impatto del granchio blu sulle vongole. Tuttavia, Tiralongo chiarisce che questa situazione è più complessa, poiché il granchio blu influisce racchiudendo una natura economica, mentre l’invasione delle triglie aliene può alterare l’equilibrio dell’ecosistema, con effetti a lungo termine imprevedibili sulla pesca.

Possibilità di ulteriori avvistamenti

È altamente probabile che ci siano ulteriori ritrovamenti di esemplari di Upeneus pori, poiché secondo gli studi, questa specie spesso passa inosservata a causa della sua somiglianza con le triglie autoctone. In contrasto, pesci come il pesce scorpione sono più facilmente identificabili.

Modalità di cattura della triglia aliena

Il pescatore professionista Michele Greco ha catturato la triglia aliena a Torre del Greco, riconoscendo subito l’importanza del suo ritrovamento e contattando i ricercatori di BlueChain per un intervento tempestivo. Tiralongo sottolinea che il rapido intervento è stato reso possibile grazie alla collaborazione con il dottor Zambetti, esperto biologo marino coinvolto nel progetto.

Precedenti registri in Italia

Il professor Tiralongo evidenzia come il Por’s goatfish sia stato avvistato per la prima volta davanti a Lampedusa tra il 2012 e il 2016. Nel 2017, sono stati pescati due esemplari nel Golfo di Catania, e altre catture sono avvenute posteriormente nello stesso settore. Recentemente, a marzo, l’Ispra ha segnalato la presenza della Parupeneus forsskali, un’altra specie aliena documentata nei mari italiani.

Proseguimento delle analisi

Le analisi riguardanti la triglia aliena saranno condotte presso il Laboratorio di biologia della fauna marina mediterranea di Catania, per ulteriormente monitorare la situazione e le potenziali conseguenze della sua presenza.

Riguardo a BlueChain

BlueChain è una nuova cooperativa di ricercatori creata da Tiralongo, insieme al biologo marino Pasquale Baiata e al comandante Paolo Pignalosa, presidente della cooperativa, con l’obiettivo di svolgere ricerche approfondite sulle specie marine e sul loro impatto negli ecosistemi.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere