Troppi morti in ospedale, Greco: “Colpa dei troppi antibiotici, le maggiori infezioni per l’uso inappropriato del catetere”

21.05.2024
Troppi morti in ospedale, Greco: "Colpa dei troppi antibiotici, le maggiori infezioni per l'uso inappropriato del catetere"
Troppi morti in ospedale, Greco: "Colpa dei troppi antibiotici, le maggiori infezioni per l'uso inappropriato del catetere"

L’ex direttore del Centro di controllo delle malattie infettive dell’Oms: «Si possono prevenire, perché in un ospedale ugandese in tre anni le abbiamo abbattute dal 28 al 5%»

Donato Greco, per 31 anni direttore del Centro di controllo delle malattie infettive dell’Oms, ed ex Cts è forse il massimo esperto di infezioni ospedaliere in Italia, spiega che le infezioni «si possono prevenire, perché in un ospedale ugandese in tre anni le abbiamo abbattute dal 28 al 5%».

Noi però siamo maglia nera in Europa. Come mai?
«Dipende dal fatto che abbiamo ospedali troppo datati e carenze di personale che costringono poi ad accorciare i tempi bypassando la linee guida per la loro prevenzione. Non da ultimo c’è l’uso eccessivo che si fa in Italia degli antimicrobici che provoca poi il fenomeno dell’antibiotico-resistenza e il fatto che abbiamo una popolazione più anziana di altri e per questo anche più suscettibile ad infettarsi. Ma progressi ne abbiamo fatti, perché 40 anni fa in uno studio che avevo promosso all’Iss di morti provocati dalle infezioni ospedaliere se ne contavano 50mila, mentre oggi secondo l’Ecdc sono 11mila».

Quali sono quelle più diffuse e perché?
«Ne abbiamo di 4 tipi. Quelle delle vie urinarie, quasi sempre legate all’uso inappropriato del catetere, che fa perdere meno tempo di un cambio di pannolone al personale già di per se carente. Poi ci sono quelle chirurgiche, anche queste in parte dovute a qualche errore di procedura, perché se uno ad esempio opera l’intestino serve una profilassi antibiotica adeguata prima. Poi ci sono le infezioni delle vie respiratorie, favorite anche da impianti di areazione vecchi e maltenuti che divengono diffusori di virus e batteri. Infine abbiamo le infezioni del sangue che possono essere provocate anche da cateteri venosi contaminati e che in caso di setticemia hanno una letalità del 30%».

Alcuni medici prescrivono gli antibiotici anche difronte a un’influenza, “per prevenire guai peggiori” quando il paziente è molto anziano, dicono. Giusto o sbagliato?
«Sbagliato. Bisognerebbe studiare il singolo caso. Ma qui entra in campo anche la medicina difensiva, che fa prescrivere quello che non serve solo per mettersi al riparo da eventuali cause se le cose dovessero andare male. L’antibiotico-resistenza però è anche un problema ambientale».

Ossia?
«Beh gli antibiotici fanno aumentare di peso bovini e ovini e nonostante l’Ue ne abbia vietato l’uso negli allevamenti è chiaro che quando si scopre vengono usati non solo sulla vacca infetta ma su una intera mandria vuol dire che un problema ancora c’è».

I sistemi di areazione nei nostri ospedali sono un bel po’ datati. Quanto influisce questo sulle infezioni?
«Sicuramente molto su quelle delle vie respiratorie. Il problema poi si aggrava quando vengono ammassate troppe persone in un ambiente mal arieggiato. Il Ministro Schillaci si sta battendo per l’ammodernamento dei nostri ospedali, ma vedo che parte delle risorse sono state distolte dal Pnrr. Dopo il Covid abbiamo sperato in una svolta, invece siamo dinanzi a una nuova occasione persa».

Fonte: LaStampa

Lascia un commento

Your email address will not be published.