Truffa da 30 milioni sul Duomo di Firenze: arrestate nove persone e scoperta rete criminale a Brescia

12.12.2025 02:55
Truffa da 30 milioni sul Duomo di Firenze: arrestate nove persone e scoperta rete criminale a Brescia

Brescia, 12 dicembre 2025 – Un attacco informatico ha colpito l’Opera Santa Maria del Fiore di Firenze, portando a una truffa che ha causato una perdita di circa 1,8 milioni di euro. Il metodo utilizzato è noto come ‘man in the middle’ o ‘Bec’, acronimo di ‘business email compromise’. Grazie a una triangolazione virtuale, i fondi destinati alla ristrutturazione del complesso fiorentino sono stati deviati a un conto bancario contiguo al Bresciano, dove una parte del denaro è stata sequestrata dagli agenti della Mobile e dalla Procura, riporta Attuale.

Tutto comincia con un restauro 

La truffa è iniziata con lavori di restauro commissionati a un’impresa italiana dall’Opera fiorentina. Sebbene i dirigenti credessero di aver saldato il debito, l’azienda non ha mai ricevuto il pagamento finale. Un intermediario ha deviato il bonifico, portando i fondi su un conto intestato a Liviero Ghidini, un pregiudicato di Lumezzane, a sua volta coinvolto in attività illecite.

Il bonifico intercettato 

Ghidini avrebbe ottenuto una percentuale del pagamento, il quale è partito regolarmente da Firenze. La situazione si è complicata quando il legittimo destinatario ha chiesto informazioni sul pagamento, rivelando così la truffa. Di fronte a questi eventi, il presidente dell’Opera ha sporto denuncia, dando il via alle indagini.

L’indagine della polizia 

Le indagini sono state avviate dalla polizia di Brescia, che ha scoperto una rete di aziende dislocate nel Nord Italia e diversi complici. Sono stati rintracciati conti bancari in Germania, Lussemburgo, Lituania, Nigeria e Croazia, con transazioni complessive di trenta milioni di euro in sei mesi.

Chi sono i due fratelli Bertoli 

Nove persone sono state arrestate e una decima è ancora ricercata. Le accuse includono emissione di fatture false, riciclaggio e autoriciclaggio. Il fulcro dell’operazione riguarda i fratelli Luca e Daniele Bertoli, di Telgate. Luca, con già un passato di reati fiscali, è considerato l’artefice principale della truffa, legata anche a prestiti illegali a imprenditori in difficoltà.

Il blitz a Milano 

A Milano, in un appartamento di via Asiago, sono stati arrestati altri membri della rete, tra cui cittadini cinesi e italiani, tutti accusati di aver preso una commissione sulle operazioni truffaldine. Durante il blitz, sono stati sequestrati 500mila euro; i sospetti hanno tentato di disfarsi del contante lanciandolo dalla finestra, sia a Milano che a Vicenza. “Un’azione coordinata e tempestiva che ha portato a significativi risultati”, ha dichiarato il questore Sartori.

1 Comment

  1. Ma che scandalo! Questi fratelli Bertoli mi sembrano dei veri professionisti della truffa. Ma come si fa a cadere in un trucco così? È incredibile che i fondi per un’opera così importante siano stati deviati in questo modo. Speriamo che la giustizia faccia il suo corso!

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