Anthropic rifiuta le richieste del Pentagono sull’uso dell’AI in guerra
La risposta è arrivata chiara e diretta. Il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ha affermato che «in una serie limitata di casi, l’Ai possa minare, anziché difendere, i valori democratici», in risposta all’ultimatum del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti., riporta Attuale.
Il Pentagono non sembra intenzionato a cedere. L’azienda ha confermato che non rimuoverà le limitazioni sull’uso del chatbot; il contratto da 200 milioni di dollari siglato a luglio potrebbe essere revocato. Inoltre, è stata considerata l’opzione di appellarsi al Defense Production Act, che consentirebbe l’esproprio dell’intelligenza artificiale.
Donald Trump ha anche commentato la situazione, definendo Anthropic un’azienda «di estrema sinistra» che ha commesso un «disastroso errore» affrontando il governo degli Stati Uniti. Ha esortato le agenzie federali a «cessare immediatamente ogni utilizzo della tecnologia di Anthropic». «Non ne abbiamo bisogno, non la vogliamo e non faremo più affari con loro».
I segnali di conflitto tra le parti sono emersi già a gennaio, quando Anthropic aveva sollevato dubbi sull’uso illegittimo del chatbot. In risposta, il Pentagono aveva richiesto di eliminare ogni restrizione sull’AI, ma Anthropic ha rifiutato questa richiesta.
La società ha dichiarato di sostenere l’uso dell’AI per «missioni legittime di intelligence e controspionaggio», ma ha sottolineato che l’uso per «la sorveglianza di massa sul territorio nazionale è incompatibile con i valori democratici». L’azienda ha messo in guardia contro i pericoli di un’operazione «automatica e su vasta scala» che possa creare un identikit dettagliato di un individuo.
Un altro punto controverso riguarda l’ammodernamento delle armi attraverso l’automazione. Anthropic ha affermato che attualmente queste tecnologie «non sono sufficientemente affidabili per alimentare armi completamente autonome» e che non intenderà fornire prodotti che mettano a rischio soldati e civili americani. Amodei ha dichiarato: «Senza un adeguato controllo, non è possibile affidarsi alle armi completamente autonome per esercitare il giudizio critico necessario nelle operazioni belliche».
Nonostante la tensione, Anthropic spera di mantenere il contratto con il Pentagono, senza compromettere la sua posizione «etica» sull’AI. Amodei ha sottolineato che l’azienda ha rifiutato «diverse centinaia di milioni di dollari» per evitare che la propria tecnologia fosse utilizzata da aziende legate al Partito Comunista Cinese.
Nel frattempo, mentre il Pentagono chiede a Boeing e Lockheed Martin di valutare la necessità dei servizi di Anthropic, un terzo attore, OpenAI, sta cercando di negoziare un accordo che rispetti sia le esigenze dell’esercito che i limiti imposti da Anthropic. Il CEO Sam Altman ha comunicato al personale l’intento di «aiutare a descalare la situazione», preoccupato che un conflitto tra la competitore e il Pentagono possa creare un precedente pericoloso per l’industria dell’intelligenza artificiale.
Ma che situazione assurda! È incredibile come la tecnologia stia diventando il centro di conflitti politici. Anthropic resiste e sembra avere le sue ragioni, ma il Pentagono non molla. Speriamo che non si arrivi a uno scontro diretto. Che futuro strano stiamo vivendo…