Trump e le intimidazioni nella negoziazione sulla tassa globale per le navi inquinanti a Londra

06.11.2025 10:25
Trump e le intimidazioni nella negoziazione sulla tassa globale per le navi inquinanti a Londra

Tattiche di intimidazione degli Stati Uniti nella trattativa per la tassa globale sulle navi

Gli Stati Uniti hanno adottato metodi di intimidazione durante le trattative in corso a Londra per l’introduzione di una nuova tassa globale sulle navi più inquinanti, osteggiata dall’amministrazione Trump. I negoziatori americani hanno preso di mira i delegati europei e dei paesi in via di sviluppo, portando a un rinvio della discussione di un anno, riporta Attuale.

Le minacce si sono manifestate in particolare dalle delegazioni statunitensi nei confronti dei rappresentanti di nazioni unite all’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO). L’obiettivo principale era il varo di una tassa sui combustibili fossili utilizzati dalla navigazione, considerata dai critici una “truffa verde”. Gli Stati Uniti hanno esercitato pressioni per il rinvio della proposta che, sebbene avesse ricevuto un consenso iniziale, ha visto la sua attuazione posticipata a causa delle intimidazioni.

Il Financial Times è stato tra i primi a denunciare le tattiche aggressive adottate dai delegati americani, descrivendo un’atmosfera di alta tensione e intimidazioni sistematiche. Secondo numerosi funzionari anonimi, i rappresentanti delle piccole nazioni africane e caraibiche sono stati avvicinati con minacce dirette, inclusa la revoca dei visti di transito verso gli Stati Uniti per coloro che non avessero sostenuto il rinvio della tassa. “Non abbiamo mai visto nulla di simile in alcun negoziato internazionale, è come trattare con la mafia,” ha affermato un funzionario europeo sconvolto di fronte a tali manovre.

Inoltre, il sito Politico ha confermato che anche i rappresentanti della Commissione europea hanno ricevuto avvertimenti pesanti. I diplomatici sono stati convocati all’ambasciata americana per comunicazioni intimidatorie e pressioni, creando un clima di paura e stress nelle trattative. Queste manovre riflettono una strategia di “diplomazia delle minacce” che sembra caratterizzare l’approccio del governo statunitense in ambito internazionale, facendo emergere interrogativi sul futuro delle politiche di cooperazione e sostenibilità a livello globale.

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