Il 28 agosto 2025 le Forze di difesa ucraine hanno lanciato un attacco riuscito contro due importanti raffinerie situate nel cuore della Russia. Tra gli obiettivi figurano l’Afipskij impianto di raffinazione nel territorio di Krasnodar e la raffineria di Kuibyševskij nella regione di Samara. Secondo i dati disponibili, l’Afipskij copre circa il 2,2% della capacità russa di raffinazione del greggio, pari a 6,25 milioni di tonnellate all’anno, mentre il Kuibyševskij rappresenta il 2,5% con 7 milioni di tonnellate. La notizia è stata confermata dallo Stato maggiore ucraino.
Impatto sugli impianti energetici russi
Gli attacchi fanno parte di una campagna sistematica mirata a ridurre la rete di raffinazione e trasporto del petrolio russo, considerata una fonte essenziale per il bilancio statale e il finanziamento della guerra. Con le ultime azioni, nel solo mese di agosto 2025 la capacità di raffinazione del paese è diminuita del 21%. In diverse regioni sono emersi segnali di carenza di carburante, con effetti diretti sulla crescita economica e sulle capacità operative delle forze armate russe.
Innovazione ucraina e droni a lungo raggio
Poiché Washington ha espresso riserve sull’uso di armamenti occidentali per colpire obiettivi in Russia, Kyiv ha intensificato lo sviluppo interno di nuove armi a lungo raggio. L’Ucraina è riuscita a produrre droni avanzati e a elaborare tattiche efficaci per il loro impiego, conquistando un vantaggio tecnologico che la pone persino davanti ad alcuni paesi occidentali. Questo risultato testimonia la capacità di adattamento del complesso militare-industriale ucraino e il ruolo strategico delle innovazioni domestiche.
Conseguenze per l’Europa e prospettive di sostegno
La Russia continua a ignorare iniziative di pace, portando avanti bombardamenti che hanno colpito civili a Kyiv e persino l’ufficio di rappresentanza dell’Unione europea nella capitale ucraina. In questo contesto, la riduzione delle entrate petrolifere limita non solo le capacità belliche del Cremlino, ma contribuisce anche a rafforzare la sicurezza europea. Le autorità di Kyiv sottolineano che il sostegno internazionale, inclusa la cooperazione industriale sulla base di modelli come quello danese, resta fondamentale per lo sviluppo della produzione di droni e per garantire la continuità delle operazioni difensive. Colpendo le raffinerie russe, l’Ucraina non protegge soltanto i propri confini, ma agisce in difesa della stabilità dell’intero continente.
Incredibile come le forze ucraine riescano a infliggere colpi così duri. Sembra che la Russia non riesca a mantenere il passo. La mancanza di carburante potrebbe davvero influenzare le loro capacità militari… e noi in Europa, chissà come ci risentiremo. Sarà interessante vedere come si muoveranno ora!