Ucraina, cos’è la «soluzione coreana» per la pace?

14.08.2025 09:35
Ucraina, cos'è la «soluzione coreana» per la pace?

I «volenterosi» stanno lavorando attraverso canali diplomatici per spingere verso una «soluzione coreana» negli accordi di pace tra Russia e Ucraina. Ma cosa implica realmente questo termine nel linguaggio delle scienze politiche?, riporta Attuale.

Il cancelliere tedesco Merz e il presidente ucraino Zelensky hanno discusso di un congelamento della linea del fronte attuale senza alcun riconoscimento formale di cessioni territoriali alla Russia. Tale proposta si ricollega al «modello coreano» del 1953, che ha separato le due Coree senza un trattato di pace definitivo. Da allora, il confine tra Corea del Nord e Corea del Sud è rimasto uno dei più militarizzati e stabili al mondo, ma anche uno dei più tesi.

Riferendosi a questa situazione, l’idea di Kiev di accettare una simile soluzione potrebbe rappresentare un compromesso difficile: la Costituzione vieta la cessione di territori senza un referendum, ma lo stallo della situazione permetterebbe di evitare una consultazione popolare e di mantenere formalmente le rivendicazioni su Crimea, Donbass e altre aree attualmente sotto occupazione. Inoltre, la fine delle ostilità sarebbe una priorità.

Cosa è accaduto in Corea

La divisione tra le due Coree ha origine alla fine della guerra di Corea, che si è svolta dal 1950 al 1953. Questo conflitto si è concluso senza un chiaro vincitore, provocando enormi perdite e culminando in un armistizio firmato il 27 luglio 1953 a Panmunjom. Non è mai stato siglato un trattato di pace definitivo: tecnicamente, le due Coree sono ancora in guerra.

Questo accordo ha creato una Linea di Demarcazione Militare e una Zona Demilitarizzata, larga circa quattro chilometri e lunga circa 250, che divide la penisola. Da allora, sono emersi due stati sostanzialmente diversi.

Nel nord si trova la Repubblica Popolare Democratica di Corea, governata dal regime socialista della dinastia Kim, attualmente sotto la leadership di Kim Jong-un; nel sud, la Repubblica di Corea, che ha adottato un sistema democratico e liberale con forti legami con gli Stati Uniti. Le divergenze economiche, politiche e sociali si sono amplificate al punto da generare due realtà opposte, separate non solo da un confine ma anche da modelli di vita inconciliabili.

Negli anni, si sono succeduti momenti di elevata tensione e tentativi timidi di dialogo. La Zona Demilitarizzata rimane, sino ad oggi, una delle frontiere più militarizzate al mondo, con il Nord che continua a sviluppare armi nucleari e missili balistici, alimentando le tensioni con il Sud e con la comunità internazionale. A partire dal 2019, i contatti ufficiali si sono pressoché interrotti, mentre la retorica è tornata ad essere aggressiva.

Come si tradurrebbe questo modello in Ucraina

La proposta di «soluzione coreana» è stata menzionata dal generale Keith Kellogg, incaricato speciale della Casa Bianca per l’Ucraina, in una recente intervista al Times. È importante sottolineare che la sua nomina è puramente formale e non partecipa attivamente ai negoziati.

Un piano potenziale potrebbe prevedere la creazione di tre aree: i territori attualmente occupati rimanrebbero sotto il controllo russo, mentre l’Ucraina occidentale (inclusi Kiev, Leopoli e Odessa) sarebbe sotto la protezione di forze sia europee che ucraine, con la zona a est del fiume Dnipro presidiata esclusivamente dall’esercito ucraino.

Una zona smilitarizzata fungerebbe da cuscinetto tra le parti in conflitto.

In sostanza, non si tratterebbe di una vera pace, bensì di una sorta di armistizio, di tregua armata volta a fermare i combattimenti e ridurre i rischi di escalation. A Kiev questa soluzione non è gradita, ma le alternative concrete sono scarse.

Si è parlato, anche in passato da parte di personalità come Macron e Kissinger, di «finlandizzare» l’Ucraina, un processo che implicherebbe una neutralità obbligata in stile Finlandia del dopoguerra. Tuttavia, questa opzione è stata scartata prima di febbraio 2022. La chiusura suggerita ricalca piuttosto le dinamiche della Guerra Fredda, similmente a quanto avvenuto tra le due Coree: senza pace formale e senza una guerra attiva.

1 Comment

  1. Mah, una “soluzione coreana” per l’Ucraina? È un’idea alquanto controversa… Sembra più un modo per eludere il vero problema, piuttosto che risolverlo. La guerra in corso non si risolve con un armistizio indefinito. Sarebbe solo un modo per continuare a mantenere la tensione. Confrontando con ciò che è successo in Corea, non so se sia la strada giusta…

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