Ucraina, incontro Trump-Putin previsto a breve

09.08.2025 20:25
Ucraina, incontro Trump-Putin previsto a breve

La Nuova Strategia di Pace in Armenia e Azerbaigian

DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON – Il giorno in cui Trump ha presieduto un incontro per la firma di una roadmap per la pace tra Armenia e Azerbaigian, la Casa Bianca si prepara già per un altro incontro, questa volta con Vladimir Putin. Il presidente americano ha annunciato che incontrerà presto il leader russo e che a breve svelerà il luogo dell’incontro. «Il mio istinto suggerisce che abbiamo un’opportunità», ha aggiunto Trump, riporta Attuale. Secondo Bloomberg, in vista dell’incontro atteso, Washington e Mosca sono orientate a raggiungere un accordo per l’Ucraina che potrebbe stabilizzare la situazione sul terreno, favorendo un cessate il fuoco e avviando la discussione su un accordo di pace a lungo termine. Tale intesa iniziale prevederebbe che la Russia mantenga il controllo delle aree conquistate durante l’invasione. Come riportato dal Wall Street Journal, Putin sarebbe disposto a fermare le ostilità in cambio del riconoscimento dell’Ucraina orientale.

Gli Stati Uniti starebbero tentando di garantire il sostegno di Kiev e dei suoi alleati europei, ma la situazione è incerta. In precedenza, Putin aveva richiesto che l’Ucraina cedesse l’intera regione del Donbass, oltre alla Crimea, illegalmente annessa nel 2014. Ciò comporterebbe un ordine di ritiro delle truppe ucraine dalle aree di Luhansk e Donetsk ancora in loro possesso, conferendo così a Mosca una vittoria che finora il suo esercito non è riuscito a ottenere. Questo si tradurrebbe in un successo per Putin, che ha frequentemente cercato negoziati diretti con gli Stati Uniti, escludendo l’Ucraina e i suoi alleati europei. La capitale ucraina teme di trovarsi di fronte a un accordo vincolante, mentre i paesi europei temono di dover monitorare un cessate il fuoco mentre Mosca potrebbe approfittarne per rafforzare le sue forze. Parte dell’intesa prevede che la Russia interrompa la sua offensiva nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia lungo le attuali linee del fronte. Dopo l’incontro di Witkoff con Putin, il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha suggerito che un compromesso sui territori sia cruciale per giungere alla pace, ma entrambe le parti dovranno accettare compromessi.

Non è chiaro, però, se Mosca sia disposta a rinunciare ai territori occupati, incluso l’impianto nucleare di Zaporizhzhia. In passato, Washington aveva offerto di riconoscere la Crimea come parte della Russia e concedere a Mosca il controllo di alcune altre regioni ucraine, mentre il controllo su Zaporizhzhia e Kherson tornerebbe all’Ucraina. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha affermato ieri che un «congelamento» della guerra in Ucraina potrebbe essere imminente: «Ci sono segnali concreti, e abbiamo l’impressione che un congelamento del conflitto, senza dire che sia la fine, possa essere più vicino di quanto si pensi». Tusk ha aggiunto che Zelensky è «molto prudente ma ottimista» riguardo al cessate il fuoco.

Ieri il premier armeno Nikol Pashinyan e il presidente azero Ilham Aliyev hanno avuto incontri bilaterali con Trump per discutere di accordi commerciali e energetici seguiti da un incontro trilaterale: quello che hanno firmato non è un accordo di pace definitivo, ma una dichiarazione congiunta di impegno verso la pace. Si tratta della prima dichiarazione di pace firmata dai due ex stati sovietici dopo la fine della Guerra Fredda, sottolineano le fonti dell’amministrazione americana. Trump ha definito l’incontro come uno «storico summit per la pace». I due Paesi sono in conflitto dalla fine degli anni Ottanta, quando il Nagorno-Karabakh — una regione dell’Azerbaigian con una popolazione prevalentemente armena — si è staccata da Baku con il supporto dell’Armenia, dando origine a conflitti fino ad oggi. L’Armenia ha segnalato che gli americani svilupperanno una «Trump Route for International Peace and Prosperity» (Tripp), una via di transito lungo circa 43 chilometri che attraversa l’Armenia per collegare l’Azerbaigian a Nakhchivan, un’enclave azera tra Armenia e Turchia, risolvendo la questione del cosiddetto Corridoio Zangezur, il cui controllo era stato a lungo contestato.

Un funzionario dell’amministrazione americana ha dichiarato che Trump «ha modificato il linguaggio» affinché la «prosperità commerciale possa garantire la pace». Tripp sarà presentata come un’iniziativa commerciale piuttosto che militare, assicurando l’accesso commerciale per l’Azerbaigian, mantenendo al contempo il controllo dell’Armenia sul suo territorio. I due Paesi hanno anche firmato una lettera congiunta per ritirarsi dal Gruppo Minsk dell’Osce — presieduto da Russia, Francia e Stati Uniti — che aveva mediato nel conflitto ma è considerato inefficace. Restano da risolvere questioni come le richieste dell’Azerbaigian affinché l’Armenia modifichi la propria Costituzione e le richieste ucraine per il rilascio di prigionieri in Azerbaigian. Tuttavia, questo accordo rappresenta un crescente coinvolgimento degli Stati Uniti nel Caucaso meridionale, fungendo da via di trasporto che collega la Cina all’Europa attraverso rotte alternative per il commercio che evitano Russia e Iran. Inoltre, si spera che l’accordo possa aprire la strada alla normalizzazione delle relazioni tra Turchia e Armenia e, potenzialmente, all’ingresso dell’Azerbaigian negli accordi di Abramo con Israele.

1 Comment

  1. Cosa sta succedendo? Mi sembra di vedere sempre più conflitti e tensioni, mentre cercare la pace dovrebbe essere la priorità. Ma possibile che gli Stati Uniti vogliano davvero intervenire in modo positivo? Dopo tutto quello che è successo in Ucraina, c’è da fidarsi? La storia ci insegna a essere scettici…

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