Il consiglio di pace per Gaza si costituisce tra polemiche e critiche: Trump invita Netanyahu nel board

18.01.2026 09:05
Il consiglio di pace per Gaza si costituisce tra polemiche e critiche: Trump invita Netanyahu nel board

Trump annuncia la creazione del “Board of peace” per Gaza

Il “Board of peace” per Gaza è stato inaugurato ieri con un comunicato della Casa Bianca e, creato da Donald Trump, sarà, secondo le sue parole, il “Consiglio più grande e prestigioso mai assemblato in qualunque tempo e in qualunque luogo”. L’obiettivo è l’implementazione del Piano Trump in 20 punti per la pace a Gaza, comprendente la smilitarizzazione della Striscia e la sua ricostruzione, con la prospettiva finale di una convivenza tra israeliani e palestinesi. Attualmente, sono stati indicati solo alcuni nomi, accompagnati da varie polemiche, riporta Attuale.

I Paesi musulmani mostrano perplessità riguardo l’iniziativa, considerata dai media locali come dotata di un “sapore coloniale”. Il movimento palestinese della Jihad islamica, presente a Gaza e alleato di Hamas, afferma che il Consiglio rappresenti gli interessi israeliani e l’occupazione. Al contrario, il governo di Tel Aviv sostiene che “non c’è stato coordinamento e il Consiglio è in contrasto con la nostra politica”. Il ministro dell’ultra destra sionista, Ben-Gvir, contesta l’idea di ricostruire Gaza, affermando che la guerra deve riprendere per distruggere Hamas. Nel frattempo, l’ufficio del premier Netanyahu ha tentato di placare le acque, approvando i membri del Comitato esecutivo ma contestando il punto di vista generale.

La struttura del Consiglio di pace appare caratterizzata da una direzione ampia e un’esecutiva ristretta. Sono stati inviati 60 inviti, non necessariamente a capi di Stato; potrebbero partecipare anche cittadini privati influenti. Se tutti accettassero, il consesso diventerebbe una mini Onu, un’alternativa “più agile ed efficace” a istituzioni giudicate inefficaci. La presidenza sarà personale: Donald Trump dirigerà il Consiglio anche se non fosse più presidente americano. Tra gli ospiti, vi sono leader da Egitto, Turchia, Canada, Svizzera, Marocco, Germania, Italia e altri. Finora, hanno già accettato solo i presidenti di Argentina e Uruguay, esponenti della destra sovranista.

I membri forniti ieri delineano il comitato esecutivo, dove l’impronta di Trump è predominante e mancano rappresentanti arabi, cinesi o russi. I nomi includono Marco Rubio come segretario di Stato, i due inviati speciali per le crisi Steve Witkoff e Jared Kushner, il consigliere per la sicurezza nazionale Robert Gabriel, il presidente della Banca Mondiale Ajay Banga, il finanziere americano Marc Rowan e l’ex premier britannico Tony Blair. In sostanza, nel consesso figurano due funzionari statunitensi, due amici di Trump, un funzionario internazionale di origine indiana con passaporto Usa e un europeo in buoni rapporti con gli Stati Uniti.

Attualmente, sono stati ufficialmente indicati anche cinque membri del Consiglio di pace allargato, figure più tecniche come il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, il diplomatico del Qatar Ali Al Thawadi, la ministra degli Emirati Arabi Uniti Reem Al Hashimy tra i principali attori dei Patti di Abramo, il miliardario israelo-cipriota Yakir Gabay e la diplomatica olandese Sigrid Kaag, che parla arabo fluentemente.

Il nome più controverso scelto da Trump è Tony Blair, ex premier noto in Medio Oriente per aver sostenuto l’invasione americana dell’Iraq nel 2003. Una commissione parlamentare ha dimostrato che Blair era a conoscenza della mancanza di prove riguardo le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, eppure ha seguito gli Stati Uniti nell’“esportazione della democrazia”. Gli strumenti a disposizione del “Consiglio di pace” includono il governo provvisorio di Gaza e una forza militare di stabilizzazione. Il primo esiste già formalmente e sono stati svelati alcuni nomi (tutti palestinesi), con il bulgaro Nickolay Mladenov come anello di congiunzione tra “Consiglio” e governo provvisorio.

Per quanto riguarda gli strumenti militari, i soldati attualmente non sono presenti, ma c’è già un commander designato: per Trump, dovrà essere Jasper Jeffers, maggiore generale statunitense.

1 Comment

  1. Ma dai, Tony Blair nel “Consiglio di pace”? È una scelta davvero discutibile… Sembrano più interessati a fare show che a trovare soluzioni. E poi, come si fa a pensare che un consiglio con così pochi rappresentanti arabi possa portare davvero a pace e convivenza? La diplomazia ha bisogno di rispetto e inclusione, non di fantasie coloniali.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere