Virginia Libero, segretaria dei Giovani Democratici, è al centro di una polemica politica dopo le sue dichiarazioni sul palco di Reggio Emilia, dove ha affermato che «non saremo noi i soldati delle vostre guerre» e ha promesso di «organizzare i disertori». Queste affermazioni hanno generato un acceso dibattito, con alcuni membri del partito che preferiscono mantenere il silenzio, mentre il deputato Arturo Scotto la difende, sottolineando l’importanza della sua voce per una generazione che crede nella pace. «C’è solo da ringraziare Libero. Che restituisce la parola a una generazione di ragazzi che pensano che la pace sia una politica e che va organizzata. Di fronte a chi teorizza che in Europa dobbiamo acquisire una mentalità di guerra è una boccata di ossigeno», riporta Attuale.
Virginia Libero, la guerra e i disertori
Critiche a Libero non sono mancate, in particolare da parte dell’europarlamentare Giorgio Gori, che ha richiamato il sacro dovere di difesa della patria citando l’articolo 52 della Costituzione. Tuttavia, Matteo Orfini ha risposto che la stessa Costituzione, richiamata da Gori, include anche l’articolo 11, che ripudia la guerra. Orfini ha espresso sostegno a Libero, affermando che «il fatto che ci siano ragazze e ragazzi che continuano a sognare la pace è una delle poche cose che dà speranza».
I disertori e l’Ucraina
In una dichiarazione a Repubblica, Libero ha ribadito di avere avuto intenzione di esprimere concetti pacifisti, specificando che non si riferiva a Kiev: «Perché è vero, siamo pacifisti, ma Kiev non c’entra nulla con quello che ho detto dal palco. Sappiamo da che parte stare, dalla parte dell’Ucraina. E condanno Putin». Libero, 28 anni, è segretaria dei Gd da un anno e si descrive come una giovane attivista che ha recentemente completato la laurea in giurisprudenza. «Lo dico a chi è fuori corso (…) a chi si è sentita “meno” perché la retorica del merito le ha detto che doveva essere così. Il merito serve solo a dividere», ha scritto su Instagram nel giorno della discussione della sua tesi.
5 mila voti
Il suo percorso politico è evidenziato dai 5 mila voti ottenuti alle ultime elezioni regionali in Veneto, risultati insufficienti per l’elezione. La sua carriera ha preso slancio grazie a Marta Bonafoni, che ha facilitato la sua ascesa superando le tensioni tra i vertici del partito. Libero è anche un’attivista pro-Palestina e attualmente è coinvolta in «Benvenuti nel paese reale», un progetto lanciato dagli juniores Pd in tutta Italia. Ci si chiede se la giovane segretaria riuscirà a resistere alla bufera generata dalle sue affermazioni sui disertori.