La maggioranza si spacca in Commissione Difesa riguardo l’operazione Strade Sicure, con Fratelli d’Italia che chiede un rinvio del voto previsto per domani, 17 settembre, mentre la Lega protesta contro questa decisione. Il segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia (ANFP) difende l’attuale quadro operativo e mette in guardia dal rischio di sovrapposizione di competenze, riporta Attuale.
Il rinvio del voto e la protesta della Lega
Le polemiche all’interno della maggioranza si sono intensificate in seguito alle richieste di modifica avanzate dal ministro Guido Crosetto. Questa mattina, la commissione Difesa della Camera ha deciso di cancellare la seduta di domani, prevista per il voto, a causa dell’opposizione di Fratelli d’Italia, che ha sollecitato il rinvio alla prossima settimana.
«La sicurezza degli italiani non si rinvia», ha dichiarato il capogruppo della Lega in commissione, Eugenio Zoffili. Anche il senatore Gianluca Cantalamessa ha sottolineato che «oltre 60 capoluoghi sono ancora scoperti» e che è necessario rinforzare i presidi in stazioni e periferie. Per il ministro degli Esteri Antonio Tajani, è essenziale procedere rapidamente ma trovare la soluzione più adeguata per garantire la sicurezza.
L’opposizione, rappresentata da Stefano Graziano, capogruppo del PD in commissione Difesa, ha evidenziato le divisioni all’interno del governo, affermando: «Fratelli d’Italia ha proposto di rinviare la seduta di domani sulla mozione, e noi ci eravamo dichiarati disponibili, mentre la Lega si è opposta al rinvio. È un chiaro segno delle divisioni del governo anche su questioni di sicurezza».
Che cos’è Strade Sicure
L’Operazione Strade Sicure è iniziata il 4 agosto 2008, sulla base della Legge 24 luglio 2008, n. 125, che prevedeva l’impiego di personale militare per la prevenzione della criminalità in aree metropolitane. I militari, sotto la direzione dei Prefetti, sono assegnati alla vigilanza di obiettivi sensibili e ai servizi di pattugliamento, operando in concorso e in collaborazione con le Forze di polizia, come spiegato da Enzo Marco Letizia, segretario nazionale dell’ANFP.
Inizialmente previsto per un contingente di massimo 3.000 unità per sei mesi, l’operazione è stata prorogata a causa delle crescenti necessità di contrastare criminalità e terrorismo. Al momento, oltre 6.800 militari sono attivi in 58 province a protezione di circa 1.000 siti sensibili.
La differenza di competenze
Strade Sicure implica una collaborazione tra militari e forze di polizia. I militari hanno funzioni di agente di pubblica sicurezza e poteri specifici, inclusa l’identificazione e la perquisizione immediata di persone e mezzi. La polizia giudiziaria, invece, interviene una volta commesso il reato, con attività che necessitano di formazione e conoscenza approfondita delle procedure giuridiche.
Il timore di sovrapposizioni
Il rischio di sovrapposizione di competenze è un tema caldo, soprattutto dopo le dichiarazioni del ministro Crosetto e di vari membri della maggioranza. Letizia ha ribadito che non esiste attualmente una norma che consenta ai militari di esercitare funzioni di polizia giudiziaria, sottolineando l’importanza di rispettare i confini fissati dalla legge vigente.
Osservando le recenti dichiarazioni, Letizia si chiede che tipo di nuove funzioni possano essere attribuite ai militari, mantenendo fermo il principio che «concorso sì, sovrapposizione no».
Il nodo dei nuovi poteri
Letizia esprime preoccupazione inoltre per uno studio della Shield-SDA Bocconi riguardo all’attribuzione, a militari selezionati, di funzioni di polizia giudiziaria limitate. Pur affermando che non si può insinuare un collegamento diretto con le proposte del governo, evidenzia che la questione di superare l’attuale esclusione delle funzioni di polizia giudiziaria è entrata nel dibattito pubblico.
Cosa cambierebbe per i militari
L’assegnazione di funzioni di polizia giudiziaria ai militari implicherebbe un’adeguata formazione, organizzazione e equipaggiamento per rispondere a logiche di polizia. Inoltre, sorgerebbe la questione del coordinamento e della responsabilità con l’Autorità giudiziaria, trasformando i militari in un soggetto che esercita funzioni di polizia.
La richiesta: «più poliziotti, carabinieri e finanzieri»
Secondo l’ANFP, è essenziale rafforzare concretamente la presenza e la capacità di intervento nelle città, specialmente in riferimento al discusso ddl Sicurezza. Letizia sottolinea che è prioritario assumere più poliziotti, carabinieri e finanzieri, poiché sono professionisti formati e con esperienza nel controllo del territorio. Il contributo delle Forze armate, rimane fondamentale per la sicurezza del Paese nell’attuale scenario internazionale.