Inflazione e sicurezza dominano la campagna elettorale italiana
ROMA, 3 novembre 2026 – L’inflazione galoppa veloce sulle praterie della campagna elettorale e morde sempre più le tasche degli italiani. Le crisi internazionali e le tensioni sugli approvvigionamenti energetici alimentano i rincari, dalle bollette ai prodotti sugli scaffali. In vista delle Politiche del 2027, la partita tra centrodestra e Campo largo si gioca anche nel carrello della spesa. L’attuale maggioranza proverà a rivendicare gli interventi della manovra, dalle misure fiscali a quelle su bollo auto e fondo bebè, riporta Attuale.
“Certo, il carovita impatterà sulla prossima campagna elettorale. È da un paio d’anni che il tema è in testa alle priorità degli italiani. I salari non sono adeguati al costo della vita: sarà un filo conduttore importante”, osserva la sondaggista Alessandra Ghisleri. Le risposte cambiano da elettorato a elettorato: “Una richiesta di un elettore del Movimento 5 Stelle non è quella di un elettore di Fratelli d’Italia, ovviamente”. “L’opposizione – rimarca Ghisleri – punterà su salari, potere d’acquisto, prezzi”, ma non è coesa su alcuni punti; “la maggioranza rivendicherà le misure in manovra, accise, bollo”. Con una bella differenza: “Chi governa viene giudicato sulla base dei risultati, chi è all’opposizione viene giudicato su quello che dice”.
La sicurezza ‘a tutto tondo’, come ‘una sorta di cintura’, sarà l’altro tema chiave, in un’accezione ampia che abbraccia anche il lavoro e la possibilità di pianificare il futuro. “La casa è un altro tema fondamentale, che si unisce ai mutui, alla salute”, dice ancora la sondaggista.
La diagnosi di Livio Gigliuto, presidente dell’Istituto Piepoli, è simile. “A guidare la campagna – non è una profezia – saranno due nodi: il costo della vita e la sicurezza”.
“Ma oggi” il tema che fa soffrire di più è sicuramente il carovita, i carburanti. Dentro la questione dei costi si aprono più fronti: “Il M5S tirerà fuori il reddito di cittadinanza, Pd e Avs il salario minimo. Si torna a parlare di patrimoniale: tutte risposte a problemi che l’opinione pubblica percepisce”.
Una rilevazione Piepoli del 19 ottobre, su 500 maggiorenni, fotografa il disagio: il 77% dice che i rincari di benzina e spesa incidono ’molto’ o ’abbastanza’ sulla gestione quotidiana propria e della famiglia. Tra i 18 e i 34 anni la quota sale all’85%, contro il 74% tra i 35-54enni e il 75% tra gli over 54. Il quesito considera insieme carburanti e carovita.
Il governo Meloni, osserva Gigliuto, parte da una difficoltà in più: la manovra “sta cercando di parlare di più alla crisi economica”, al ceto medio e alle famiglie, ma “è più difficile per il governo affrontare il tema della crisi, essendo chiamato a trovare soluzioni nell’immediato”. Da qui anche il tentativo di presidiare la sicurezza, dove le opposizioni “magari fanno più fatica a trovare risposte convincenti per gli italiani”, anche per “coprirsi a destra” dove c’è la concorrenza del generale Vannacci.
Il dato sui giovani è quello che balza di più agli occhi: i rincari scottano soprattutto sulla pelle degli under 35, mentre autonomia e casa pesano sulle prospettive.
Insomma, una cosa è certa: se vuoi parlare con i giovani, devi parlare anche, o soprattutto, di soldi.