Un nuovo modello di turismo culturale nel centro storico di Napoli

13.09.2026 18:55
Un nuovo modello di turismo culturale nel centro storico di Napoli

Riapertura dei tetti del Duomo di Napoli: un’opportunità per i giovani del rione Sanità

I turisti possono ora accedere ai tetti del Duomo di Napoli, accompagnati da giovani guide locali, come Luigi Genovesi, che proviene dal rione Sanità, un’area con una forte presenza della criminalità organizzata. Genovesi, di 23 anni, illustra con orgoglio le chiese del centro e il lavoro di un gruppo di giovani impegnati nella riapertura di questi luoghi storici, un’iniziativa che ha permesso a molti come lui di trovare un’occupazione regolare, mentre altri coetanei sono assorbiti dalla camorra o lavorano in condizioni precarie, riporta Attuale.

La fine di marzo ha segnato la riapertura dei tetti, gestiti dalla cooperativa sociale La Sorte, composta da giovani provenienti da quartieri svantaggiati. La diocesi di Napoli ha indicato Antonio Loffredo, ex parroco della chiesa di Santa Maria della Sanità, per estendere il modello di cooperativa giovanile a tutto il centro storico, con cooperative che si occupano di gestione dei monumenti e attività culturali.

Il progetto MUDD (Museo Diocesano Diffuso) mira a riqualificare e rendere condivisibili tutte le strutture religiose abbandonate o chiuse per mancanza di manutenzione. Attualmente, nel centro di Napoli ci sono 203 chiese, di cui 79 operative, 75 chiuse e 49 utilizzate per altri scopi. Decine di cappelle e cripte sono incluse in questo patrimonio, alcune anche di proprietà comunale.

La fondazione “Napoli C’entro” si occupa del restauro delle chiese, dopo di che sono affidate a cooperative giovanili che organizzano anche visite guidate. «Lavoriamo grazie alle bellezze della nostra città, partecipiamo a progetti di innovazione sociale», afferma il presidente della fondazione, Enzo Porzio.

Attualmente, circa 150 persone sono impiegate nelle tre cooperative del progetto, con un’età media di 26 anni, tutte con contratti regolari. La selezione avviene principalmente tramite passaparola nei quartieri e include anche giovani provenienti da percorsi di servizio civile e corsi di formazione della Regione Campania.

Padre Loffredo descrive il loro sistema di reclutamento come «pasta e patate», combinando storie di vita differenti per selezionare i più motivati. L’economia del progetto è sostenuta perlopiù da donazioni, con molte visite gratuite, anche se per alcune sono previsti biglietti, come nel caso delle visite ai tetti del Duomo. «L’accesso deve rimanere libero e i luoghi diventare centri per la comunità», sottolinea Loffredo.

Finora, sono state riaperte una decina di strutture religiose, tra cui la chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli, con un pavimento in vetro per osservare i resti archeologici. Le recenti aperture includono Donnaregina Vecchia e Nuova. Inoltre, a giugno, sono stati aperti la sacrestia di San Giovanni a Carbonara e i chiostri del convento agostiniano, ora utilizzati anche per eventi culturali.

Le iniziative di riqualificazione sono visibili soprattutto nel rione Sanità, dove sono stati creati musei dedicati a artisti locali, capitale culturale del quartiere. Una volta temuto per la microcriminalità, oggi il rione accoglie turisti e nuove attività commerciali, trasformando il panorama locale.

A maggio, il cimitero delle Fontanelle, reso famoso dai morti della peste e del colera, è stato riaperto, grazie al progetto del noto architetto Renzo Piano. Questa riqualificazione ha portato turisti da tutto il mondo, mutando l’immagine del rione e contribuendo alla sua rinascita.

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