Unicef: 83 bambini morti e 254 feriti in Libano nella settimana scorsa

09.03.2026 19:25
Unicef: 83 bambini morti e 254 feriti in Libano nella settimana scorsa

Escalation in Libano: drammatiche conseguenze sui bambini

La persistente escalation delle ostilità in Libano ha portato a un bilancio devastante per i minori, con 83 bambini uccisi e 254 feriti dall’esercito israeliano dal 2 marzo, secondo un rapporto di Attuale. Edouard Beigbeder, Direttore regionale UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa, ha espresso grave preoccupazione per la situazione, evidenziando che circa 700.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie case, di cui circa 200.000 sono bambini.

Negli ultimi sette giorni, in media più di 10 bambini sono stati uccisi ogni giorno, mentre circa 36 sono stati feriti giornalmente. In totale, negli ultimi 28 mesi, addirittura 329 bambini hanno perso la vita e 1.632 sono stati colpiti. L’aumento del 25% nel numero di bambini uccisi negli ultimi sei giorni rende la situazione ancora più allarmante, con un totale complessivo di 412 vittime infantili nella crisi in corso.

“Queste cifre sono sconcertanti”, ha dichiarato Beigbeder, sottolineando come il conflitto infligga un peso insopportabile sui bambini. Con gli attacchi militari che continuano in tutto il paese, i bambini sono uccisi e feriti a un ritmo spaventoso, mentre famiglie intere fuggono dalla propria abitazione in preda alla paura, lasciando migliaia di minori a dormire al freddo e in rifugi sovraffollati.

L’UNICEF ha rinnovato l’appello a tutte le parti coinvolte affinché “proteggano i civili e le infrastrutture, incluse scuole e rifugi, rispettando gli obblighi imposti dal diritto internazionale umanitario”. L’agenzia delle Nazioni Unite ha esortato a mettere in atto immediatamente ogni possibile sforzo per ridurre le tensioni e prevenire ulteriori sofferenze nei confronti dei bambini.

1 Comment

  1. Questa situazione è davvero insostenibile… È inaccettabile che i bambini paghino il prezzo più alto di un conflitto. Non posso credere che, nel 2023, ci siano ancora guerre così spietate. Mi viene da pensare a come noi italiani ci lamentiamo delle piccole cose, mentre ci sono famiglie che fuggono terrorizzate, ben sapendo che la loro vita non tornerà mai alla normalità. Che tristezza.

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