I tre parlamentari rimangono cauti riguardo al voto di sostegno al governo, distinti dal provvedimento: «Siamo alternativi alla sinistra, ma deciderà il generale», riporta Attuale.
Il gruppo parlamentare guidato da Roberto Vannacci si è riunito davanti a Montecitorio subito dopo il discorso del suo ex alleato, Guido Crosetto, che ha sollevato la questione di fiducia. Edoardo Ziello, Rossano Sasso ed Emanuele Pozzolo hanno mostrato segni di entusiasmo, soprattutto in seguito all’esito del blitz sul decreto riguardante l’Ucraina. Davanti alla possibilità di una votazione che avrebbe potuto raccogliere un numero significativo di voti contro o assenze strategiche, il governo di Giorgia Meloni ha optato per non correre rischi, lasciando decadere tutti gli emendamenti.
La proposta «di pace»
«L’emendamento è un testo di Futuro Nazionale che mette al centro la pace. Continuare a dare sostegno militare all’Ucraina non sta portando ai risultati sperati», ha dichiarato Emanuele Pozzolo, anticipando che il medesimo testo sarà trasformato in un ordine del giorno che ribadirà il concetto: «Sarà importante invece lavorare alla pace, anche attraverso i canali vaticani, Futuro Nazionale sta lavorando agli interessi del paese». Tuttavia, nel contesto del voto politico, la dichiarazione non affronta il primo nodo concreto: votare oppure no la fiducia al governo. I tre parlamentari non si espongono completamente, ipotizzando un voto contrario, ma lasciano intendere che sia il voto favorevole sia l’astensione, o meglio l’assenza al momento del voto, rimangono tra le opzioni più fattibili. I «vannacciani» desiderano mantenere aperto il canale di dialogo con il governo.
Il dialogo con la maggioranza
«Noi ci consideriamo interlocutori naturali del centrodestra», sostiene Ziello, aggiungendo che «siamo convintamente alternativi alla sinistra» e promettendo che «nelle prossime votazioni in Aula lo dimostreremo». La strategia verrà definita da Vannacci, che fornirà indicazioni. «Un conto è esprimersi sulla fiducia al governo, un conto è il voto nel merito del decreto». Nel frattempo, Sasso ha comunicato che si stanno sviluppando i primi progetti di legge su tre temi chiave: «Remigrazione, sicurezza e famiglia, li presenteremo presto».
Ma è una situazione incredibile!! Non si capisce più nulla, i politici parlano tanto ma poi non prendono mai una posizione chiara. Se vogliono davvero la pace, perché non trovano un accordo? Qui ci sta solo tanta confusione… il popolo come sempre paga le conseguenze. Già la politica è complicata di suo, ora ci si mettono pure questi quiz di fiducia!