Incontro tra Trump e Zelenskyy: richiesta di armi senza accordi concreti
Il presidente americano Donald Trump ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy alla Casa Bianca in una giornata caratterizzata da un clima di cordialità apparente, ma con tensioni sottese. Zelenskyy è arrivato a Washington per richiedere la fornitura di missili Tomahawk e altri sistemi d’arma avanzati, una richiesta cruciale per la sua amministrazione, riporta Attuale.
Tuttavia, Trump ha chiarito sin dall’inizio che non intende concedere i Tomahawk, almeno per il momento, citando l’importanza di evitare un’escalation e di proteggere le scorte americane. “Preferiremmo che non servissero, che la guerra finisse”, ha affermato durante l’incontro, che ha coinvolto funzionari e consiglieri di entrambe le delegazioni.
I colloqui sono stati influenzati da una lunga telefonata di Trump con il presidente russo Vladimir Putin, in cui avrebbero concordato un incontro nelle prossime settimane a Budapest, su invito del premier ungherese Viktor Orbán. Questo incontro ha conferito a Trump un approccio più diplomatico nei confronti di Zelenskyy, con l’attenzione posta sulla necessità di “fermare la guerra e trovare un accordo”.
Zelenskyy ha riconosciuto che Trump “ha una grande possibilità di porre fine alla guerra”, facendo riferimento al recente successo di Trump nel mediare un cessate il fuoco tra Israele e Hamas. “Spero che possa ottenere lo stesso risultato per l’Ucraina,” ha aggiunto.
Nel corso delle discussioni, Zelenskyy ha suggerito una cooperazione tecnologica, offrendo assistenza nel settore dei droni in cambio di missili americani. Trump ha mostrato interesse, ma non ha preso impegni concreti, definendo la possibile vendita dei Tomahawk a Kyiv come “un’escalation” e ribadendo che “la priorità resta la pace”.
Dopo circa due ore e mezza di colloqui, il vertice si è concluso senza annunci ufficiali né conferenze stampa congiunte. Trump ha lasciato la Casa Bianca per Mar-a-Lago, mentre Zelenskyy ha partecipato a una videoconferenza con i leader europei. Fonti diplomatiche hanno riferito che le reazioni a Bruxelles e Londra sono state caute, con diversi governi europei che hanno confermato il loro sostegno a Kyiv.
Poco dopo l’incontro, Trump ha pubblicato un messaggio sul suo social network, ribadendo la sua posizione: “È tempo di fermare le uccisioni e fare un accordo. Devono fermarsi dove sono. Lasciamo che entrambi rivendichino la vittoria, e che la Storia decida.” Zelenskyy ha condiviso in parte la posizione americana: “Il presidente ha ragione, dobbiamo fermarci dove siamo. Entrambe le parti devono fermarsi, ma la responsabilità è di Putin: non siamo stati noi a iniziare questa guerra.”
Benchè l’incontro non abbia prodotto risultati concreti, la diplomazia resta aperta: la Casa Bianca ha mantenuto fermo il suo indirizzo, negando nuove forniture di missili a lungo raggio e rinnovando gli sforzi per una soluzione negoziata. Così, mentre Kyiv continua a sollecitare armi per rafforzare la propria posizione negoziale, l’amministrazione Trump sembra puntare decisamente sulla diplomazia.