Convegno internazionale sulla collaborazione scientifica tra Italia e Cina
ROMA – Il 20 marzo si è chiuso a Roma, presso Palazzo Corsini, il convegno internazionale “Cina: Cultura e Scienza – Prospettive di collaborazione“, organizzato dall’Accademia Nazionale dei Lincei. Questo evento ha rappresentato un momento cruciale per rafforzare le reti di cooperazione scientifica e i progetti di ricerca tra le istituzioni italiane, europee e della Repubblica Popolare Cinese (RPC), riporta Attuale.
Il CELRIC (Centro Linceo di Ricerca e Cooperazione Scientifica con la Cina) ha avuto un ruolo centrale durante le sessioni, fungendo da capofila per gli enti scientifici e culturali nel dialogo con la RPC. Il Direttivo del Centro, composto da Patrizio Bianchi (Direttore), Alberto Quadrio Curzio e Luciano Maiani, ha evidenziato l’intento di approfondire tematiche multidisciplinari attraverso accademie, workshop e seminari.
La prima giornata si è concentrata sulle “Istituzioni e Scienze Sociali”, aprendo con i saluti istituzionali di Roberto Antonelli (Presidente dei Lincei), Xiaoyong Li (Incaricato d’Affari della RPC) e Massimo Ambrosetti (Ambasciatore Italiano in Cina). Un confronto è seguito tra i dirigenti di CRUI, CNR, INFN, ISS e l’Istituto Treccani. Nel dibattito pomeridiano, sono stati esplorati vari temi, tra cui la necessità di una comprensione reciproca per una cooperazione efficace e il ruolo del dialogo giuridico e della codificazione del diritto. È stata analizzata la trasformazione della Cina in un ecosistema della conoscenza competitivo a livello globale, nonché l’impatto della pandemia sul turismo.
La seconda giornata ha visto la presidenza del Premio Nobel e Presidente Emerito dei Lincei, Giorgio Parisi, che ha sottolineato l’importanza del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) nella diplomazia scientifica bilaterale. Virginia Coda Nunziante (Responsabile dell’Unità Relazioni Internazionali del CNR) ha detto che la cooperazione tra Italia e Cina favorisce non solo partnership internazionali, ma costituisce anche una piattaforma di dialogo tra scienza e diplomazia. Il suo intervento ha messo in luce iniziative come l’Arctic Circle Forum e la Scuola di Erice sulla diplomazia scientifica, sottolineando l’essenzialità della ricerca comune per affrontare le sfide globali, in particolare quelle ambientali. Stefano Fabris, Direttore del Dipartimento Scienze Fisiche e Tecnologie della Materia del CNR, ha discutito le prospettive di collaborazione sino-italiana nelle scienze fisiche. Lidia Armelao (Direttore del Dipartimento di Scienze Chimiche e Tecnologie dei Materiali) ha illustrato la lunga storia di cooperazione in materia di processi sostenibili e scienza dei materiali avanzati.
Dalle conclusioni del convegno è emersa la proposta di un nuovo modello di cooperazione che vada oltre il decoupling e il de-risking. In un contesto geopolitico complesso, la diplomazia scientifica lincea mira a un “realismo basato sui valori”. L’Europa è chiamata a mettere in valore le proprie competenze nella ricerca di base per sostenere la decarbonizzazione e lo sviluppo tecnologico, promuovendo modelli innovativi di collaborazione con la Cina che si allineino agli obiettivi globali dell’Agenda 2030.