Il rifiuto della riforma della giustizia tra i giovani supera il 60%
Il rifiuto della riforma della giustizia in Italia ha raggiunto il 54% a livello nazionale, ma i dati mostrano una frattura generazionale significativa. Tra gli elettori under 34, il fronte del No ha conquistato un sorprendente 61%, mentre i Sì si sono fermati al 39%. Questo dato mette in evidenza come le nuove generazioni percepiscano la proposta di riforma come distante e potenzialmente pericolosa per l’equilibrio dei poteri e della Costituzione, riporta Attuale.
La fascia 35-54 anni mostra un atteggiamento più sfumato
Il rifiuto della riforma si attenua nella fascia d’età compresa tra i 35 e i 54 anni, dove il No si attesta al 53,3%, contrastando il Sì che sale al 46,7%. Questo segmento della popolazione sembra diviso, con un dibattito acceso sulla separazione delle carriere e sul funzionamento dei tribunali, riflettendo una diffusa sfiducia nella proposta governativa.
Supporto alla riforma tra gli over 55
Contrariamente ai più giovani, gli over 55 si mostrano più favorevoli alla riforma, facendola approvare con un margine di 50,7% rispetto al 49,3% dei No. Questa divergenza evidenzia come i cittadini più anziani siano più inclini ad accettare la modernizzazione proposta dalla maggioranza, rispetto ai giovani che si sono schierati a favore del mantenimento dello stato attuale.
Il voto politico riflette un aumento del No nel centrodestra
Un’analisi più dettagliata del voto per appartenenza politica mostra un significativo numero di No anche tra gli elettori di centrodestra. In termini percentuali, ci sono stati più No nel centrodestra rispetto ai Sì nel centrosinistra. Mentre le opposizioni hanno mostrato una compattezza quasi totale, con solo il 9,6% degli elettori del Pd, il 13% del Movimento 5 Stelle e il 6,9% di Alleanza Verdi e Sinistra favorevoli, il dissenso è emerso anche tra gli alleati di governo. I dati indicano che l’11,2% dei sostenitori di Fratelli d’Italia, il 14,1% degli elettori della Lega e addirittura il 17,9% di Forza Italia hanno votato contro la riforma, suggerendo una resistenza interna significativa alla proposta governativa.