Referendum giustizia 2026: bocciate le previsioni di Italo Bocchino sul voto favorevole

23.03.2026 20:05
Referendum giustizia 2026: bocciate le previsioni di Italo Bocchino sul voto favorevole

L’ex parlamentare e direttore editoriale del “Secolo d’Italia”, Italo Bocchino, ha riconosciuto che le sue previsioni sul recente Referendum sul CSM si sono rivelate completamente errate, con il No che ha prevalso con il 53%. «Venivano fatti sui forze politiche che sostenevano il sì rispetto alle forze politiche che sostenevano il no», ha dichiarato. «Ma vince di dieci punti il sì», aggiungendo che il risultato probabilmente travolgerà le leadership attuali e i sondaggisti, riporta Attuale.

«Si sono rivelate sbagliate, anzi sbagliatissime»

Bocchino ha ammesso attraverso un video su X: «Le mie previsioni sul risultato referendario si sono rivelate sbagliate, anzi sbagliatissime. Avevo detto che ci sarebbe stata un’alta affluenza, cosa che c’è stata. Avevo previsto una vittoria per il sì di almeno 5 punti, anzi probabilmente una forchetta tra i 10 e 15 punti». L’ex parlamentare ha spiegato che il risultato sorprendente era legato a un efficace lavoro di propaganda del campo del No, basato su una narrazione ingannevole: «vogliono sottomettere i magistrati alla politica, cosa che non era scritta da nessuna parte, però ha funzionato».

«Nella propaganda funzionano moltissime bugie – ha sottolineato – a volte anche meglio delle verità. E gli italiani adesso hanno scelto». Secondo lui, è necessario «si passa avanti, si volta pagina». Ha inoltre affermato che non c’è stato uno stravolgimento significativo, poiché «le elezioni si terranno fra 15/16, 17 mesi. Allora gli italiani avranno dimenticato che c’è stato il referendum sulla giustizia e sarà tutta un’altra partita».

1 Comment

  1. Ma dai, Bocchino ha preso una cantonata! È incredibile come le sue previsioni fossero così lontane dalla realtà. Chissà ora come si sentiranno quelli che lo seguivano. La verità è che gli italiani hanno finalmente fatto sentire la loro voce! Ama il tuo popolo, caro Bocchino.

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