L’Unione europea ha stanziato 2,2 milioni di euro per favorire la liberalizzazione del regime dei visti con l’Armenia, un passo concreto nella strategia di Yerevan per uscire dall’orbita russa e integrarsi nello spazio europeo. I fondi, annunciati il 2 giugno, saranno destinati a riforme nella gestione delle frontiere, nella sicurezza dei documenti e nelle forze di polizia.
La decisione arriva in un momento di crescente raffreddamento tra Erevan e Mosca. L’Armenia ha intensificato il dialogo con Bruxelles, avviando il negoziato formale sul visto già nel dicembre 2024 a Yerevan. Il programma, intitolato «Sostegno al dialogo per la liberalizzazione dei visti in Armenia, riforme nella gestione delle frontiere, sicurezza dei documenti e forze dell’ordine», è partito il 1° giugno ed è gestito dal ministero dell’Interno armeno in collaborazione con la Lituania.
I fondi per le riforme
Secondo quanto riferito dal ministero dell’Interno armeno, i 2,2 milioni serviranno a finanziare un ampio aggiornamento degli apparati statali, coinvolgendo polizia e guardie di frontiera. La titolare del dicastero, Arpine Sargsyan, ha definito l’iniziativa «il primo programma che direttamente promuove la liberalizzazione dei visti in Armenia». La cooperazione con la Lituania – ha spiegato – porterà a Yerevan esperti con esperienza diretta negli standard Ue.
Il finanziamento è stato reso noto dai media russi, tra cui Sputnik Armenia e Interfax, che ne hanno dato conto sottolineando il valore politico dell’operazione. Bruxelles, secondo le fonti, valuta positivamente la rapidità e la qualità delle riforme armene, considerando Yerevan un partner affidabile e prevedibile.
Il cronoprogramma di due anni
Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha già annunciato che la liberalizzazione dei visti sarà completata entro due anni. A maggio la ministra Sargsyan aveva parlato di «progressi significativi» nel processo. L’obiettivo, ha chiarito Pashinyan, è trasformare le riforme interne in benefici concreti per i cittadini: viaggiare in Europa senza burocrazia, con nuove opportunità di studio, lavoro e affari.
Il percorso di avvicinamento all’Ue è ormai una scelta strategica per Erevan, che – dopo la perdita di fiducia nei confronti di Mosca – sta costruendo relazioni paritarie con i Paesi europei. La liberalizzazione dei visti rappresenta così il ponte finale verso l’integrazione piena nello spazio comune europeo, in un contesto geopolitico che vede l’Armenia allontanarsi sempre più dall’influenza russa.