Greenland Energy pronta a trivellare in Groenlandia senza autorizzazioni
La compagnia americana Greenland Energy, legata a Donald Trump, ha avviato preparativi per iniziare le trivellazioni esplorative in Groenlandia entro ottobre, nonostante non abbia ricevuto l’autorizzazione del governo locale, che ha immediatamente espresso il proprio dissenso, riporta Attuale.
Trump ha riacceso l’interesse per l’isola, affermando in un’intervista che «sarà sotto il controllo degli Stati Uniti prima che io lasci la Casa Bianca», nel 2029. A dimostrazione di ciò, il 1° agosto ha condiviso su Truth Social un’immagine generata dall’IA, presentandosi come gigante sopra un villaggio groenlandese con la scritta, «Hello, Greenland!», una minaccia ibrida nell’era dell’intelligenza artificiale.
A fine luglio, quindici container e pesanti macchinari edili sono stati avvistati sull’aeroporto di Nerlerit Inaat, sollevando preoccupazioni tra le autorità groenlandesi. Il 30 luglio, il governo ha lanciato un allerta: «Il ministero delle Risorse Minerarie è stato informato che White Flame Energy ha trasferito attrezzature di perforazione» senza le necessarie autorizzazioni. Il governo ha quindi avvertito che tutte le future operazioni devono ottenere l’approvazione delle autorità competenti.
Nel 2021, la Groenlandia aveva sospeso il rilascio di nuove licenze esplorative, ma White Flame detiene tre licenze ancora valide. Recentemente ha avviato una partnership con Greenland Energy, dove il presidente Larry Swets, esperto della Marina, lavora anche al piano di difesa missilistica Golden Dome, che Trump considera cruciale per il controllo della Groenlandia.
Le preoccupazioni delle autorità di Nuuk sono state confermate dalla sede texana della Greenland Energy, che ha comunicato i piani per uno dei più significativi programmi di esplorazione onshore degli ultimi decenni. Secondo il CEO Robert Price, si stima che sotto Jameson Land possano esserci quasi 13 miliardi di barili di petrolio, per un valore di 1.000 miliardi di dollari. La compagnia intende investire 60 milioni di dollari per perforare due pozzi, il primo previsto per ottobre. Inoltre, in una lettera agli azionisti del 6 agosto, si avverte che «aspettare i permessi potrebbe danneggiare l’efficienza delle operazioni, durante la limitata stagione di trivellazione».
Tuttavia, la popolazione locale è mobilitata contro le trivellazioni. Il 13 luglio, a Ittoqqortoormiit, è stata organizzata una manifestazione di protesta. «Una fuoriuscita di petrolio non solo distruggerebbe la natura, ma anche il nostro stile di vita e il nostro futuro», ha dichiarato Hans Brønlund, presidente del consiglio locale.