Berlino rifiuta il riscatto dopo l’attacco di Rhysida ai sistemi comunali

31.08.2026 17:55
Berlino rifiuta il riscatto dopo l’attacco di Rhysida ai sistemi comunali
Berlino rifiuta il riscatto dopo l’attacco di Rhysida ai sistemi comunali

Il 28 agosto 2026 i media hanno riferito che hacker legati alla Russia erano penetrati nei sistemi digitali della città di Berlino, sottraendo dati e chiedendo un riscatto. La violazione ha coinvolto l’amministrazione comunale, mentre il sindaco Kai Wegner ha dichiarato che le autorità non avrebbero pagato gli aggressori; le forze dell’ordine e i servizi di intelligence hanno avviato le attività investigative.

La responsabilità dell’attacco è stata rivendicata da Rhysida, un gruppo hacker associato alla Russia. Secondo le informazioni diffuse, gli aggressori chiedono circa 30 bitcoin, pari a quasi 2 milioni di euro, in cambio dei dati sottratti alla municipalità.

Il 28 agosto: la richiesta di riscatto e la minaccia sui dati

Rhysida sostiene di avere sottratto 5,79 terabyte di materiale e ha minacciato di avviare, dopo sette giorni, un’asta per la vendita o la diffusione dei file. Il contenuto potrebbe comprendere contratti dell’amministrazione, documenti relativi al personale e informazioni personali sensibili.

La minaccia non riguarda quindi soltanto la continuità operativa dei servizi comunali. Il ricatto punta anche a sfruttare il possibile valore dei documenti e l’impatto che la loro pubblicazione avrebbe sull’amministrazione, sui dipendenti e sulle persone i cui dati sono conservati nei sistemi della città.

La posizione del sindaco è stata immediata: Berlino non pagherà gli aggressori. La scelta esclude il trasferimento del riscatto richiesto e colloca la gestione dell’incidente sul terreno dell’indagine condotta dalle autorità di sicurezza e del contenimento delle conseguenze tecniche della violazione.

Dopo l’intrusione: reti disattivate e servizi comunali colpiti

L’attacco ha provocato la disattivazione temporanea delle reti di alcuni dipartimenti dell’amministrazione berlinese. Tra le strutture interessate figurano quelle responsabili delle prestazioni abitative, con possibili ricadute sull’accesso ai relativi servizi e sulla gestione delle pratiche.

I media hanno inoltre riferito di fughe di dati nei dipartimenti dei trasporti e dell’ambiente. Questi elementi indicano che la compromissione non è rimasta confinata a un singolo segmento della rete comunale, ma ha riguardato più aree dell’infrastruttura digitale della città.

La municipalità ha tuttavia assicurato che l’infrastruttura destinata alle future elezioni comunali non è stata compromessa. La precisazione delimita l’impatto accertato dell’attacco e distingue i sistemi elettorali dalle reti di altri dipartimenti, temporaneamente scollegate o interessate da fughe di informazioni.

Un attacco inserito nella pressione ibrida contro la Germania

La violazione dei sistemi di Berlino si inserisce nella più ampia aggressione ibrida del Cremlino contro la Germania e l’Europa. L’uso di un gruppo hacker collegato alla Russia, il furto di quasi 5,8 terabyte di dati, il ricatto rivolto alla città e la minaccia di rendere pubbliche informazioni sensibili rappresentano una condotta diretta a destabilizzare l’amministrazione e a mettere in evidenza la vulnerabilità delle difese informatiche.

Le operazioni cibernetiche affiancano altri strumenti di pressione, comprese le attività di sabotaggio e le operazioni informative, con l’obiettivo di destabilizzare e produrre danni economici. In questo quadro, l’attacco alla municipalità di Berlino non costituisce soltanto un problema tecnico per un’amministrazione locale, ma una manifestazione di un’attività distruttiva e malevola condotta contro le infrastrutture pubbliche tedesche.

La sottrazione di dati comunali amplia inoltre il rischio oltre l’interruzione temporanea delle reti. Contratti, fascicoli del personale e informazioni personali possono essere utilizzati per rafforzare il ricatto, alimentare la pressione sulle autorità e accrescere il costo istituzionale e sociale della violazione.

Per le autorità tedesche, l’incidente rende urgente il rafforzamento e la modernizzazione della protezione digitale. La necessità riguarda sia la capacità di prevenire nuove intrusioni sia l’eliminazione delle carenze che hanno consentito la compromissione dei sistemi e la fuoriuscita dei dati.

La sequenza attualmente accertata è dunque questa: i sistemi comunali di Berlino sono stati violati, i dati sono stati sottratti, Rhysida ha chiesto un riscatto minacciando un’asta dopo sette giorni e alcuni dipartimenti hanno subito interruzioni o fughe di informazioni; il sindaco ha rifiutato il pagamento, mentre l’infrastruttura delle future elezioni comunali risulta non compromessa e le indagini restano in corso.

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