Roma, 31 agosto 2026 – L’ex ministro e senatore dem Dario Franceschini ha rivelato al Corriere della Sera di convivere con il Parkinson da quasi sei anni: a notare i primi sintomi fu l’amico e collega parlamentare Graziano Delrio, insospettito dal movimento insolito delle mani e dalla tendenza a trascinare i piedi durante la camminata, riporta Attuale.
La malattia di Parkinson, che prende il nome dal medico britannico che nel XIX secolo ne identificò per la prima volta il quadro clinico, presenta ancora incognite riguardo alle sue cause scatenanti, il che rende impossibile la prevenzione. Non esistono attualmente cura o possibilità di regressione della malattia. Tuttavia, una diagnosi tempestiva, come nel caso di Franceschini, consente di affrontare almeno i sintomi.
I pazienti sempre più giovani
Il Parkinson è la seconda malattia neurodegenerativa più diffusa al mondo, con un rapido tasso di crescita. Contrariamente a quanto si possa pensare, non è un disturbo esclusivo delle persone anziane. Sebbene secondo l’Istituto Superiore di Sanità la patologia venga generalmente diagnosticata in individui con più di 65 anni e principalmente negli uomini, la realtà attuale presenta un cambiamento significativo. Infatti, un paziente su quattro manifesta l’insorgenza della patologia già prima dei 50 anni.
Fabrizio Stocchi, responsabile del Centro Parkinson San Raffaele di Roma, sottolinea che i casi complessivi sono raddoppiati negli ultimi 15 anni. Questo aumento non può essere attribuito solo all’allungamento della vita media, poiché cresce in gran parte il numero delle diagnosi tra le persone di età compresa tra 40 e 50 anni.
Non solo il tremolio delle mani
Persistono convinzioni errate che possono ritardare la diagnosi. Sebbene il tremore involontario degli arti sia il sintomo più comunemente associato al Parkinson, non è l’unico da tenere in considerazione. Infatti, il 27% dei pazienti non manifesta alcun sintomo di questo tipo.
Il sintomo caratteristico è la bradicinesia, ovvero il progressivo rallentamento motorio, spesso accompagnato da rigidità muscolare e perdita dell’equilibrio. È errato focalizzarsi solo sui segnali fisici: il Parkinson è anche associato a disturbi psicologici come ansia, depressione, problemi del sonno e difficoltà di memoria.
I primissimi sintomi, anni prima di quelli fisici
Alcuni sintomi possono manifestarsi anni prima delle difficoltà motorie: ad esempio, la riduzione o la perdita della capacità di percepire gli odori (anosmia), la stitichezza, l’assottigliamento della voce e la tendenza a rimpicciolire la grafia durante la scrittura.
Le speranze per la diagnosi precoce
Per facilitare la diagnosi precoce, la ricerca scientifica si concentra su un semplice prelievo di sangue per identificare la presenza della molecola JNK3, così come sull’uso di nuove tecniche non invasive come gli ultrasuoni guidati da risonanza magnetica.
La terapia
Il Parkinson colpisce oltre 6,5 milioni di persone nel mondo, circa 300.000 delle quali in Italia, con una prevalenza in Europa quasi raddoppiata rispetto al 1990: i casi sono passati da 135 ogni 100.000 abitanti nel 1990 a 247 nello stesso range attuale. Sebbene non esista ancora una cura definitiva, la ricerca medica sta aprendo importanti prospettive, concentrandosi sul controllo mirato dei sintomi e sul rallentamento del decorso della malattia.
Per quanto riguarda la terapia medicinale, essa varia a seconda delle fasi della malattia: in fase iniziale, farmaci come la levodopa garantiscono una risposta eccellente, mentre in fase avanzata si cerca di contenere le complicanze come le discinesie (movimenti involontari) e i fenomeni di alternanza ‘on-off’.
Incredibile sapere che anche un politico come Franceschini possa affrontare una malattia così difficile. Il Parkinson non colpisce solo gli anziani, ma sembra che nessuno ne parli abbastanza. Eppure ci sono persone giovani che lottano ogni giorno. Chissà se si farà qualcosa per aumentare la consapevolezza…