Dario Franceschini: «Ho il Parkinson, la diagnosi è stata una botta tremenda»

31.08.2026 06:35
Dario Franceschini: «Ho il Parkinson, la diagnosi è stata una botta tremenda»

Il senatore Dario Franceschini parla della sua lotta contro il Parkinson

Il senatore del Partito Democratico Dario Franceschini ha rivelato di avere il Parkinson, malattia diagnosticata nel novembre 2020, a seguito di un’improvvisa consapevolezza dei suoi sintomi. Franceschini ha condiviso la sua esperienza in un’intervista al Corriere della Sera, affermando che la malattia è ancora avvolta nel mistero e che non esistono cure definitive, ma solo opzioni per gestirne i sintomi, riporta Attuale.

«Una botta tremenda»

Franceschini ha descritto la diagnosi come una «botta tremenda», sottolineando le differenze rispetto ad altre problematiche di salute avute in passato. «Il Parkinson è una malattia diversa; ti accompagna per sempre», ha detto, esprimendo preoccupazione per la sua famiglia, in particolare per sua moglie e le sue figlie. «Ho immaginato il dolore e i disagi che avrei potuto causare», ha aggiunto.

Tentare di nascondere la malattia

Il senatore ha poi evidenziato il desiderio di nascondere la malattia, un comportamento comune tra i malati di Parkinson. «Chi è colpito dal Parkinson tende a vergognarsi», ha spiegato, citando esempi di come i malati possano sentirsi imbarazzati per i loro sintomi. Questo porta alcuni a nascondere la diagnosi, o addirittura a lasciare il lavoro.

Il messaggio a chi lotta nella stessa malattia: «Non scoraggiarsi»

Franceschini ha deciso di rendere pubblica la sua condizione per aiutare gli altri e promuovere un messaggio di speranza. «È fondamentale non scoraggiarsi», ha affermato, sottolineando l’importanza di riempire le proprie giornate e mantenere un approccio attivo alla vita. Ha fatto riferimento al giornalista Vincenzo Mollica come fonte di ispirazione e ha condiviso come la sua esperienza possa contribuire a sollevare altri malati dal silenzio.

«Tutti i medici e specialisti incontrati mi hanno detto che la mia storia potrebbe incoraggiare altri», ha spiegato. Sebbene condividere la sua malattia comporti sacrifici personali, Franceschini ha concluso affermando che è cruciale per lui continuare a vivere attivamente e spronare gli altri malati a fare lo stesso: «Si può e si deve restare attivi».

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