Roma, 16 ottobre 2026 – Per la prima volta dopo quasi undici mesi, i tre bambini della ‘famiglia nel bosco’ potranno trascorrere la notte con mamma e papà. Non una visita di poche ore, non un incontro alla presenza degli operatori, ma un fine settimana insieme, a partire da oggi, venerdì 16 ottobre. Ad annunciare il via libera è Simone Pillon, avvocato di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la coppia anglo-australiana al centro del caso che da un anno divide l’opinione pubblica. “Abbiamo appena ricevuto una splendida notizia: i bambini della cosiddetta famiglia nel bosco potranno rientrare nel fine settimana e pernottare con mamma e papà già a partire da questo fine settimana”, dichiara il legale, riporta Attuale.
È un passaggio importante nel percorso di riavvicinamento disposto dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, ma non equivale al ritorno definitivo dei tre fratelli. Alla conclusione del weekend dovranno rientrare nella casa famiglia di Vasto, dove vivono dal 20 novembre 2025. “Mamma e papà non stanno nella pelle dalla gioia e non vedono l’ora di poter trascorrere liberamente, senza la presenza di operatori o di altri soggetti, del tempo con i loro figli, con la loro famiglia”, racconta Pillon. “È un’ottima notizia, è un altro passo nella giusta direzione”.
Da settembre i bimbi vanno alla scuola pubblica
La vicenda era iniziata a Palmoli, piccolo centro dell’entroterra abruzzese, dove la famiglia aveva scelto di vivere in un casolare immerso nella natura. Nel novembre scorso i giudici avevano sospeso la responsabilità genitoriale della coppia e disposto l’allontanamento dei minori. Alla base della decisione, secondo il Tribunale, non la sola scelta di vivere lontano dalle convenzioni, ma le condizioni di sicurezza dell’abitazione, le criticità nei controlli sanitari e il rischio di isolamento sociale dei bambini. I genitori hanno contestato la separazione e chiesto di poter riavere i figli.
Il caso è diventato nazionale. La coppia si è trasferita nell’abitazione messa a disposizione dal Comune di Palmoli, mentre il confronto con servizi sociali e giudici è proseguito tra ricorsi e tentativi di trovare un accordo sul percorso educativo. Da settembre i tre bambini frequentano la scuola pubblica. Parallelamente sono cominciati gli incontri con i genitori a Palmoli. Il 30 settembre i piccoli hanno rivisto anche il vecchio casolare e gli animali della fattoria; il 13 ottobre vi sono tornati per la seconda volta, in un incontro che la difesa ha definito positivo.
L’ordinanza dei giudici aveva previsto un riavvicinamento a tappe: prima gli incontri diurni, poi i pernottamenti nei fine settimana dopo un mese dall’inizio della scuola. Martedì scorso Pillon aveva espresso l’auspicio che non intervenissero ostacoli burocratici. Ora arriva la conferma, riferita dal legale, del passaggio alla fase successiva. La novità non riguarda soltanto la durata della permanenza, ma la possibilità di stare insieme senza la presenza degli operatori.
Verso il ricongiungimento
Resta aperto il nodo della decisione definitiva. “Il pieno ricongiungimento ancora non c’è. Al termine del fine settimana i bambini dovranno essere riaccompagnati nella casa famiglia e tuttavia è evidente che ormai siamo alle battute finali”, sostiene Pillon. La difesa spera “che questo processo si esaurisca il prima possibile e si arrivi al pieno ricongiungimento già con la prossima decisione del Tribunale che dovrebbe tenersi dopo il 30 ottobre“. Per il 3 novembre è inoltre fissata davanti alla Corte d’appello dell’Aquila la discussione del reclamo dei genitori su alcuni aspetti del percorso, tra cui i tempi del rientro e l’istruzione.
Nell’annunciare la notizia, Pillon ringrazia “le istituzioni, il servizio, i colleghi, tutte le persone che si sono adoperate”, “il lavoro infaticabile della stampa” e gli italiani che hanno mostrato vicinanza alla coppia. Ma rivolge proprio ai giornalisti un appello: “Chiediamo che ci sia una grande attenzione e un rispetto della privacy di questa famiglia in un momento così delicato, così bello, ma anche così delicato”.