Xi Jinping lancia il monito sulla scelta tra pace e guerra durante la parata a Pechino
A Piazza Tienanmen, la celebrazione dell’80° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale nel Pacifico ha ospitato una massiccia sfilata dell’Esercito popolare di liberazione, con il presidente cinese Xi Jinping a dirigere l’evento insieme agli ospiti d’onore Vladimir Putin e Kim Jong-un. La manifestazione è stata caratterizzata da un forte simbolismo geopolitico, riportando la narrazione sulla ‘Vittoria cinese nella guerra di resistenza e liberazione contro l’aggressione giapponese’, riporta Attuale.
Nel suo discorso, Xi ha posto una domanda provocatoria: «Pace o guerra? Dialogo o scontro?». La sua retorica si è rivolta a un nuovo sistema di governance globale, sottolineando la necessità di sostituire l’«egemonismo» occidentale con una cooperazione mutuamente vantaggiosa. Questo intervento coincide con il crescente attivismo della Cina sul palcoscenico mondiale, cercando di attrarre il cosiddetto Sud del mondo con una proposta di ordine mondiale più giusto.
Xi ha affermato che le forze armate sono pronte a «sostenere il grande rinnovamento della nazione cinese» e a contribuire alla pace globale, enfatizzando la necessità di trasformare l’Esercito popolare di liberazione in una «forza di classe mondiale» per proteggere la sovranità e l’integrità territoriale della Cina, un chiaro riferimento all’inesorabile interesse della Cina verso Taiwan.
Il leader cinese ha anche affermato che «il grande rinnovamento della Cina è inarrestabile», esortando il resto del mondo a «vivere in armonia» per evitare il ripetersi di tragiche situazioni storiche. Questa linea di pensiero riafferma la posizione di Pechino nei confronti delle potenze occidentali, particolarmente in un contesto caratterizzato da crescente tensione geopolitica.
Durante la parata, che ha visto la partecipazione di 10.000 soldati e una varietà di armamenti avanzati, Xi ha accolto i leader internazionali. Tuttavia, l’assenza di dignitari occidentali segna un chiaro divario di fiducia tra la Cina, la Russia e gli Stati Uniti, accentuando l’isolamento della politica estera di Xi. L’unico leader occidentale presente è stato il premier slovacco Robert Fico.
Questa celebrazione, a suo modo grandiosa e costosa — calcolata intorno ai 5 miliardi di dollari — ha messo in evidenza il potere militare della Cina, con missili e sistemi d’arma all’avanguardia in mostra. La parata rappresenta non solo una dimostrazione di forza, ma anche un messaggio chiaro alle nazioni rivali, sottolineando l’emergere della Cina come attore predominante nel nuovo ordine mondiale.