Proposta di Putin: la Cina come mediatrice nella guerra in Ucraina
Vladimir Putin ha proposto un vertice con Donald Trump e Xi Jinping per discutere della guerra tra Russia e Ucraina. La riunione, prevista per il 18-19 novembre a Shenzhen durante l’APEC, segna un tentativo di coinvolgere Pechino come possibile mediatrice nell’accordo di pace, riporta Attuale.
Donald Trump ha dimostrato interesse per questa iniziativa, suggerendo che oltre alla questione ucraina, il vertice dovrebbe includere anche il tema del contenimento del rischio nucleare. Tuttavia, è da notare che non è previsto un posto per il legittimo presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, al summit.
Xi Jinping, da parte sua, non ha ancora reagito pubblicamente alla proposta. La sua linea di politica estera rimane caratterizzata da cautela e attesa, mentre si concentra sulla stabilità economica e politica interna della Cina, in particolare in vista della sua quarta elezione come Segretario generale nel Congresso del Partito comunista del 2027.
Gli analisti riconoscono che un vertice di pace con Trump e Putin rappresenterebbe un importante successo diplomatico per Xi, elevando la Cina a un ruolo di grande mediatore nella politica internazionale. Tuttavia, un accordo su questioni come l’Ucraina al vertice di Shenzhen potrebbe avere ripercussioni su Taipei, alimentando preoccupazioni riguardo alla gestione della questione taiwanese in contesti simili, escludendo il governo democratico dell’isola.
Tuttavia, ci sono rischi associati a questa manovra, in particolare l’eventualità di ignorare l’Europa, il cui supporto alla resistenza ucraina è fondamentale. Un accordo proposto dai tre grandi leader deve affrontare il test sul campo, dove le forze ucraine continuano a mostrare una forte determinazione. Concentrarsi solo su una “Nuova Yalta” per la spartizione delle sfere di influenza potrebbe inviare segnali negativi agli Stati dell’Asia-Pacifico, controproducenti rispetto agli interessi politici della Cina nella regione.
Oggi Xi Jinping ha tenuto un discorso per commemorare i 90 anni dalla fine della Lunga Marcia, sottolineando obiettivi di crescita economica qualitativa. I dati recenti indicano un aumento del 4,5% del Prodotto Interno Lordo (PIL) cinese nel terzo trimestre, in linea con gli obiettivi per il 2026. Nonostante ciò, la popolazione è preoccupata per il crollo del valore delle abitazioni e le difficoltà nel mercato del lavoro.
Xi ha ribadito la necessità di mantenere la guida del Partito comunista sull’esercito, dopo aver purgato diversi alti ufficiali accusati di corruzione e slealtà politica. Il discorso ha enfatizzato l’importanza della memoria storica della Lunga Marcia, con l’appello alla lealtà nei confronti della leadership del Partito.
In un contesto di mobilitazione ideologica, Xi ha indicato che il viaggio della Cina è verso un futuro di grande paese socialista moderno, con l’obiettivo di raggiungere il centenario della Repubblica popolare nel 2049.